Indice generale.htm#2.2 sulle relazioni tra anima e corpo
2.2 Sulle relazioni tra anima e corpo (Cartesio, Le passioni dell'anima I, pagg. 30-35 U.T.E.T. )
Per intendere più compiutamente tutte queste cose, bisogna tuttavia sapere che l'anima è veramente congiunta a tutto il corpo, e che non si può dire in senso proprio che essa sia in qualcuna delle sue parti piuttosto che in altre, perché il corpo è uno e, in qualche modo, indivisibile, per via della disposizione dei suoi organi, talmente collegati gli uni agli altri che la perdita di uno di essi rende difettoso tutto il corpo; e perché l'anima è di tal natura che non ha rapporto né con l'estensione, né con le dimensioni, né con le altre proprietà della materia di cui il corpo si compone, ma solamente con tutto l'insieme dei suoi organi, come si vede dall'impossibilità di concepire la metà o il terzo dell'anima, o il posto che essa occupa; e dal fatto che essa non diviene più piccola se si taglia qualche parte dei corpo, ma se, ne separa completamente, quando viene dissolto il complesso dei suoi organi.
Occorre pure sapere che, per quanto l'anima sia congiunta a tutto il corpo, c'è è tuttavia in questo qualche parte in cui essa esercita le sue funzioni in modo più specifico che in tutte le altre; e si crede comunemente che tale parte sia il cervello, o forse il cuore: il cervello, perché con esso sono collegati gli organi di senso; il cuore, perché ci sembra di sentire in esso le passioni. Ma esaminando la cosa con cura, mi sembra di avere stabilito con evidenza che la parte dei corpo in cui l'anima esercita immediatamente le sue funzioni non è affatto il cuore, e nemmeno tutto il cervello, ma solo la parte più interna di questo, che è una certa ghiandola molto piccola, situata in mezzo alla sua sostanza, e sospesa sopra il condotto attraverso cui gli spiriti delle cavità anteriori comunicano con quelli delle posteriori, in modo tale che i suoi più lievi movimenti possono mutare molto il corso degli spiriti, mentre, inversamente, i minimi mutamenti nel corso degli spiriti possono portare grandi cambiamenti nei movimenti di questa ghiandola.
Mi sono convinto che l'anima non può avere in tutto il corpo altra localizzazione all'infuori di questa ghiandola, in cui esercita immediatamente le sue funzioni, perché ho osservato che tutte le altre parti del nostro cervello sono doppie, a quel modo stesso che abbiamo due occhi, due mani, due orecchi, come, infine, sono doppi tutti gli organi dei nostri sensi esterni. Ora, poiché abbiamo d'una cosa, in un certo momento, un solo e semplice pensiero, bisogna di necessità che ci sia qualche luogo in cui le due immagini provenienti dai due occhi, o le altre duplici impressioni provenienti dallo stesso oggetto attraverso gli organi duplici degli altri sensi, si possano unificare prima di giungere all'anima, in modo che non le siano rappresentati due oggetti invece di uno: e si può agevolmente concepire che queste immagini, o altre impressioni, si riuniscano in questa ghiandola per mezzo degli spiriti che riempiono le cavità del cervello, non c'è infatti nessun altro luogo del corpo dove esse possano esser così riunite, se la riunione non è avvenuta in questa ghiandola. L'opinione poi di quelli che credono che l'anima riceva le sue passioni dal cuore, non è da prendersi nella minima considerazione, essendo fondata esclusivamente sul fatto che le passioni fanno avvertire nel cuore qualche alterazione; è facile notare che questa alterazione è avvertita come se fosse nel cuore solo per l'azione di un piccolo nervo che discende dal cervello verso di esso, così come un dolore è localizzato nel piede per via dei nervi del piede, e gli astri sono localizzato nel cielo per la loro luce e per i nervi ottici; di modo ché non è più necessario che la nostra anima eserciti immediatamente le sue funzioni nel cuore per sentire in esso le passioni, di quel che non sia necessario che essa sia nel cielo per vedere in questo gli astri.
Ammettiamo dunque qui che l'anima abbia la sua sede principale nella piccola ghiandola posta al centro del cervello d'onde si estende a tutto il resto del corpo col sussidio degli spiriti, dei nervi, e anche dei sangue, che partecipando alle impressioni degli spiriti, li può condurre attraverso le arterie in tutte le membra. Ricordandoci di quanto è stato detto sopra circa la macchina dei corpo, e cioè che i piccoli filamenti dei nostri nervi sono distribuiti in tutte le sue parti in modo che, in seguito ai diversi movimenti eccitati in essi dagli oggetti sensibili, aprono diversamente i pori del cervello, determinando gli spiriti animali contenuti in queste cavità ad affluire diversamente ai muscoli, e di conseguenza a poter muovere le membra in tutte le diverse maniere possibili; tenendo anche presente che tutte le altre cause che possono muovere variamente gli spiriti, bastano a condurli nei diversi muscoli; aggiungiamo ora che la piccola ghiandola, che è sede principale dell'anima, è sospesa fra le cavità dove sono racchiusi questi spiriti in modo tale da poter essere mossa da essi in tante maniere differenti quanto sono le diversità' sensibili degli oggetti. Essa, tuttavia, può essere mossa variamente dall'anima, che, per sua natura, è capace di ricevere in sé tante impressioni diverse, ossia tante diverse percezioni, quanti sono i movimenti diversi di questa ghiandola; così pure, inversa. il solo fatto che mente, la macchina del corpo è composta in modo che, per questa ghiandola è diversamente mossa dall'anima o da qualunque altra causa, spinge gli spiriti circostanti verso i pori dei cervello, che li portano attraverso i nervi al muscoli; e in tal modo essa fa sì che muovono le membra. Così, per esempio, se vediamo venire verso di noi un animale, la luce riflessa dal suo corpo ne proietta due immagini, una per ciascuno dei nostri occhi; queste due immagini ne formano altre due, col sussidio dei nervi ottici, nella superficie interna del cervello che guarda verso le sue cavità; poi, di là, per mezzo degli spiriti di cui tali cavità son piene, le immagini si irraggiano verso la piccola ghiandola da essi circondata. Questa irradiazione avviene in modo, che il movimento di cui si compone ogni punto di ciascuna delle due immagini tenda verso il medesimo luogo della ghiandola verso cui tende il moto che costituisce il punto corrispondente dell'altra immagine da cui è rappresentata la stessa parte dell'animale in questione. Così le due immagini che sono nel cervello ne formano nella ghiandola una sola, che agisce immediatamente sull'anima facendole vedere la figura dell'animale.
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