FEDE E RAGIONE?

SONO INCONCILIABILI!

 

Introduzione a Duns Scoto

 

Eminenti studiosi ritengono sia vano lo sforzo tomistico di conciliare ragione e fede. In testa il francescano Duns Scoto - scozzese, tredicesimo secolo - che separa nettamente le verità metafisiche che hanno il carattere di necessità perché costruite sulla base di principi evidenti e di deduzioni coerenti (la metafisica ha come oggetto l'essere in quanto essere) dalle verità di fede.

Le verità di fede non hanno valore teoretico, ma solo pratico: un valore, cioè, educativo finalizzato alla salvezza. Del resto come si fa a conoscere razionalmente - sulla base di principi evidenti e di deduzioni necessarie - le verità di fede se queste riguardano valori che hanno come fonte il libero arbitrio di Dio? Come si può, ad esempio, dedurre necessariamente dalla natura umana il fine soprannaturale dell'uomo se tale fine è qualcosa di liberamente voluto da Dio? Cosa ne dici?

L'ottica di Scoto mi pare accettabilissima: la fede è un mistero e, in quanto tale, non può essere oggetto di speculazioni razionali. Se si volesse spiegare razionalmente il Cristianesimo, lo si stravolgerebbe!

E' questa un'opinione ampiamente presente nella storia della Chiesa: la fede è un mistero e, in quanto tale, non si può penetrarlo con la ragione.

In questo quadro concettuale Duns Scoto arriva a sostenere che non è possibile dimostrare razionalmente né, ad esempio, che Dio è intelligente, né che è immutabile, né che ha una volontà. Cosa ne dici?

Mi sembra accettabile: se io dicessi che Dio ha l'intelligenza, introdurrei una distinzione in Dio, il che è impossibile in quanto Dio - essendo spirito - è assolutamente semplice!

E' una tesi che troverai presto: un altro francescano arriverà a negare la distinzione tra Intelletto e Volontà in Dio proprio sulla base di questo argomento.

Stiamo trattando temi delicatissimi e molto sottili. Ti invito a concentrarti al massimo. La ricerca è, indubbiamente, una fatica. Non mollare mai il problema, anche quando ti sembra difficile.

 

ENIGMA-UOMO: E’ DIMOSTRABILE RAZIONALMENTE L’IMMORTALITA’ DELL’ANIMA?

 

La dottrina della spiritualità e dell’immortalità dell’anima viene ripresa dalla filosofia cristiana, in particolare da S. Agostino e da S. Tommaso. E’ soprattutto l’impostazione tomistica che è privilegiata dalla Chiesa cattolica ufficiale. Si tratta, tuttavia, di una impostazione non universalmente accolta. Duns Scoto (chiamato così perché scozzese - nasce nel 1266 - ), ad esempio, è convinto che l'immortalità dell'anima non sia affatto dimostrabile razionalmente. Perché mai? Prova ad intuire.

Ci provo: l'anima, proprio perché riceve l'esistenza, non ha l'esistenza come sua natura e, quindi, potrebbe morire.

La tua è un’osservazione intelligente (coerentissima!). E' grosso modo l'opinione di Duns Scoto: secondo lui come Dio l'ha creata, così potrebbe anche distruggerla.

Duns Scoto rifiuta anche l'argomentazione tomistica secondo cui l'anima è immortale perché questa aspira all'eterna felicità. Perché mai?

Perché (immagino) non è affatto detto che all'aspirazione corrisponda effettivamente l'immortalità dell'anima, che è il presupposto della felicità eterna.

E' quanto pensa Duns Scoto. Per lui non si può dimostrare che la felicità eterna sia proprio il fine specifico per cui Dio ha creato l'uomo.