COME PUO’ LA MATERIA DERIVARE DA UN DIO IMMATERIALE?

 

Plotino

 

Plotino, un pensatore del terzo secolo dopo Cristo (nasce in Egitto, soggiorna a lungo a Roma dove ha come ascoltatori uomini illustri). Pur vivendo in era cristiana, ha una cultura “greca”. 

In sintonia con le scuole ellenistiche Plotino ritiene che la materia prima non sfugga a Dio, ma ne sia una derivazione. Tra i termini che usa per esprimere questa derivazione vi è quello di "emanazione” (un altro celebre è "irradiazione”). Dio, quindi, secondo Plotino, emana tutto (non c'è nulla di indipendente da Dio) e lo emana in modo necessario, inconsapevole, continuamente.

Cos'è questo Dio? Per Plotino è l'Uno. Come vi arriva? Prova a pensarci.

Ci provo. Immagino che Plotino sostenga (in analogia con Parmenide: anche per Parmenide  l'Essere è Uno, un Uno che è logicamente connesso all'idea del molteplice) che il molteplice - di cui è costituito il mondo - non sarebbe pensabile senza l'unità.

E' vero che per Plotino il molteplice non sarebbe pensabile senza un'unità. Su Parmenide, però, hai fatto un po’ di confusione: per lui – come dovresti sapere – il molteplice sarebbe addirittura contraddittorio (se ci fossero due esseri, uno “non sarebbe” l’altro, cioè si avrebbe il “non essere” dell’“essere”).

L'Uno di Plotino è infinito e, in quanto infinito, privo di forma (per questo è definito "al di là dell'essere"). Quello che si può dire di lui è propriamente “quello che non è” piuttosto che quello che è (teologia negativa). Dio è l'Assolutamente Altro (trascendente), incorporeo. Ora come si spiega la derivazione della materia da qualcosa di immateriale?

Mi pare di poter dire che per Plotino tale derivazione è un mistero: lo dico sulla base di quanto detto prima, sulla base cioè del concetto di "teologia negativa".

Sei entrato indubbiamente nel discorso di Plotino. In questo caso, però, Plotino si sforza di dare una spiegazione razionale affermando che la materia è l'estremo limite della irradiazione, cioè della luce.

La materia, quindi, è concepita come il limite estremo dell'irradiazione della luce da quella fonte luminosa centrale che è l'Uno: la materia, dunque, è di fatto privazione di essere, assenza di luce che è essere. Analoga la concezione del male inteso come "non essere" bene, come "limite".

Una pausa di riflessione. Cosa pensi della concezione plotiniana del rapporto Dio e mondo?

Mi sembra pericolosa perché il concetto di "emanazione" fa cadere una grande conquista del pensiero platonico-aristotelico, cioè la "trascendenza" del divino.

Il concetto di emanazione, indubbiamente, può portare ad una concezione immanentistica, anche se Plotino si sforza di chiarire la differenza tra Dio e il mondo.