| Storia dello zero. Ovvero, i piaceri della matematica | Che per Robert Kaplan la matematica sia un piacere lo si scopre leggendo "Zero" (Rizzoli, pagine 325, lire 30.000). Non solo. L'eclettico professore di Harvard che ha insegnato oltre alla sua disciplina anche il sanscrito e la filosofia ha pure fondato con la moglie Helen un circolo (The Math Circle) aperto al pubblico nel quale insegna a chi vuole le piacevoli magie della matematica pura.
Con tali premesse era l'uomo giusto in grado di raccontare la storia di una cifra, lo zero appunto, dimostrando come il significato che nasconde sia l'esatto contrario del banale nulla a cui superficialmente lo associamo. Dopo aver letto il libro dire ad uno "sei uno zero" diventa un solido apprezzamento. La ricchezza della cifra rintracciata per la prima volta sulle tavolette d'argilla in Mesopotamia e finita come pilastro di elaborazione dei computer, anima una storia dai molti volti teorici, pratici e anche filosofici. Che sono anche le tante anime dell'autore il quale si diverte pure a
raccontare aneddoti sui numerosi personaggi che animano la scena riuscendo a spiegare senza causare irritazioni quei concetti che incontrati a scuola ci avevano fatto rabbrividire. Alla fine non possiamo fare a meno di rivolgere un pensiero di gratitudine agli arabi per aver portato in Occidente lo zero imparato a loro volta dagli indiani. |