| Baget Bozzo, dare un'anima all'Europa | E' una delle solite variazioni su "la morte di Dio", trattata con gli ingredienti noti: l'età moderna si è allontanata da Dio, sostituito con "la ragione, la scienza, la rivoluzione" che, nella sua ultima versione, ha messo capo al comunismo, esito necessario della scienza moderna, dell'Illuminismo e del primato della tecnica. Ma ormai, "con la fine del comunismo, anche l'ultima figura sostitutiva di Dio, la rivoluzione, è finita", e il mondo occidentale si trova faccia a faccia con il nichilismo: "nulla ha senso e... quindi il senso è il nulla". Fin qui, niente di nuovo. Le formulette sul nulla piacciono, dai filosofi ai cantanti è sterminata la folla di coloro che tuonano contro il primato della scienza e della tecnica, e i teologi si consolano sostenendo che il mondo moderno finisce sempre con il cercare un sostituto di Dio. Ma Baget Bozzo ritiene che l'infezione sia entrata anche nella
Chiesa cattolica con la "svolta antropologica" della teologia, cioè l'interpretazione di "Dio come la sublimazione dei valori dell'uomo". Neppure questo è nuovo, ma Baget Bozzo presenta la propria diagnosi del cattolicesimo contemporaneo come un'apologia della Chiesa anteriore al Concilio Vaticano II, della Chiesa da "Pio VII a Pio XII... improvvidamente vista come l'immagine religiosa e culturale che corrispondeva al fascismo". A questa Chiesa non ancora infiltrata da cultura ebraica e protestante, "che aveva sopportato la Seconda guerra mondiale e il nazismo e lottava contro il comunismo", bisogna ritornare per ritrovare la coscienza europea cancellata dalla vittoria di americani e sovietici contro la Germania nazista. Così Baget Bozzo mette in guardia contro la cultura americana e protestante e si unisce ai molti che intendono "dare un'anima all'Europa". I loro strumenti non sono nuovi né le loro proposte sono eccitanti, ma chi ricorda altri tentativi di costruire un ordine europeo e ha conosciuto la Chiesa di Pio XII sente un brivido freddo lungo la
schiena. |