Il Vangelo non è poi così "verde": note per un corretto rapporto con il creatoLa scienza inquina Ma ci ha salvato dalla fame |
| Francamente non mi è facile capire le ragioni che hanno spinto Vittorio Possenti a
definire di "color verde" il Vangelo, come riportato di recente da Avvenire.
Soprattutto non mi è facile capire quale sia il giusto significato di antropocentrismo,
improvvisamente anti-ecologico (e pertanto antiteocentrico).
Comunque, volendoci limitare alla "realtà ecologica", è bene intendersi sul suo
significato poiché si può andare fra due estremi: lo sfruttamento aberrante insito in
certe forme di agricoltura iperintesiva (giustamente sotto accusa), oppure l'ecologia
dei verdi che è difficile definire giacché nessun effettivo intervento umano sarebbe da loro concesso. Ma credo sia altresì necessario superare una certa tendenza a
privilegiare l'emotività irrazionale che porta ecologisti, animalisti, vegetariani al rifiuto - talora in blocco - di quanto conseguito dalla scienza-tecnica.
Tuttavia, tale superamento non potrà mai avvenire se non si tiene debitamente conto
di cosa sia stata nel passato (per noi) e per molti ancora oggi la fame; ci aiuta in
questo il sociologo Jean Ziegler con il libro La fame nel mondo spiegata a mio
figlio, ove fra l'altro si ricorda che sino a XIX secolo le carestie hanno ucciso
centinaia di migliaia di esseri umani in Cina, Africa, Russia. Il mondo ha poi vissuto
una successione pressoché ininterrotta di rivoluzioni tecnologiche, elettroniche e di
ogni genere... Per cui, oggi non esiste una mancanza oggettiva di beni ed esistono le
condizioni per sfamare il doppio dei 6 miliardi attuali in base all'attuale stato della
capacità produttiva agricola.
So bene che non è nelle intenzioni di Possenti mettere in dubbio le conquiste della
scienza e della tecnica degli ultimi due secoli del millennio; d'altro canto, nel
valutarne l'impatto a volte negativo, dobbiamo entrare nel contesto in cui sono state
conseguite ed applicate (un poco come parlare degli errori della Chiesa nel
1400-1600). In passato non vi erano certo le attuali conoscenze e possibilità di
prospezioni, inoltre... c'era la fame a spingere; attenzione dunque a fare d'ogni erba
un fascio accusando scienza e tecnica d'ogni "peccato contro natura".
Oggi la situazione è ben diversa, abbiamo più mezzi per prevedere le conseguenze
delle nostre azioni; tutto bene dunque? Affatto, poiché non di rado la responsabilità
delle nostre scelte acquista un che di drammatico in passato sconosciuto e spesso
paralizzante come si nota con sempre maggiore frequenza di fronte a scelte
strategiche: si pensi solo al dilemma se continuare a bruciare combustibili fossili non
inesauribili e causa prima dell'effetto serra, oppure andare verso il nucleare "pulito"
ma sempre a rischio, oppure fermare la corsa allo sviluppo (non dimentichiamo
quante conseguenze negative si fanno ricadere sul fatto che il ritmo di crescita del Pil italiano è troppo modesto).
Per concludere vorrei invitare quanti, per certi versi comprensibilmente, si
invaghiscono dell'ideologia "verde" a riflettere sulle seguenti considerazioni:
a) l'uso che si fa della scienza-tecnica applicata alla terra non è certo neutro e chiede
un prezzo al creato, ma credo sia azzardato ritenerlo antievangelico e contrario a
Dio;
b) se facciamo una scelta per la vita (non antidemografica), possiamo
indubitabilmente preconizzare un uso parsimonioso-anticonsumistico delle risorse,
ma i coinvolgimenti ambientali non saranno comunque trascurabili;
c) gli "illuministi" che inquinano sanno anche contenere gli effetti negativi
sull'ambiente rendendo sostenibile lo sviluppo; non si vorrà infatti mettere sullo
stesso piano lo scempio ambientale fatto da agricoltura e industria nei Paesi
ex-comunisti, con l'impatto evidente (ma non drammatico) riscontrabile in molti
Paesi europei più sviluppati dei primi!
d) lo sviluppo sostenibile rappresenta quindi la vera sfida, che dobbiamo raccogliere
e vincere se vogliamo puntare a promuovere il livello di vita di tutti gli uomini di oggi e di domani (non dei soliti privilegiati, il vero obiettivo dei "verdi");
e) se invece vogliamo scegliere la via dei "verdi", più in linea con lo spirito
evangelico secondo l'interpretazione letterale del titolo oggetto della contesa, mi si
permetta esprimere due dubbi: il primo se la scelta sia conciliabile con le attuali e
future aspettative di vita di tutti gli strati della popolazione, il secondo quale sia
l'interpretazione della Genesi "Andate, moltiplicatevi e soggiogate la terra", se cioè
sia corretto utilizzarne le risorse e sulla base di quali criteri.
Al primo dubbio la mia risposta è negativa (non vi può essere vita "umana" per
tutti), mentre per il secondo deve trattarsi di un utilizzare avendo presenti "tutti" gli
uomini in un'ottica di condivisione e di sostanziale rispetto del creato. |