RASSEGNA STAMPA

4 NOVEMBRE 1999
RICCARDO CHIABERGE
SUL BIG BANG FA FEDE ANCHE LA BIBBIA
Il fisico Gerald Schroeder contro le tesi di Stephen Hawking
Gerald Schroeder, "Genesi e Big Bang", Il Saggiatore, pp. 262, - 28.000
Da Tommaso d'Aquino ad Antonino Zichichi, la cosmologia è sempre stata un terreno di intersezione, di conflitto e talvolta di confusione tra scienza e fede. Ancora oggi l'ipotesi del Big Bang è circondata da un'aura di misticismo, e grandi cosmologi come Stephen Hawking sono oggetto di una venerazione quasi religiosa. Non stupisce perciò che uno scienziato israeliano formatosi al Mit di nome Gerald Schroeder affianchi alla qualifica di fisico quella di teologo (non è il solo, basterebbe citare l'inglese Polkinghorne, il pastore dei quanti) né che cerchi di tradurre la Creazione in una formula matematica. E ancor meno stupisce che l'Avvenire, il quotidiano dei vescovi, gli consacri un'intera pagina. Meraviglierebbe semmai che uguale risalto venisse dato al darwinista ateo Richard Dawkins e alla sua teoria dell'"orologiaio cieco". Per Schroeder non c'è nessuna discrepanza tra scienza e racconto biblico: i sei giorni della Genesi altro non sono che i quindici miliardi di anni che ci dividono dall'esplosione primigenia. Basta misurarli con il metro della relatività einsteniana. Una tesi affascinante, che farebbe invidia ad Anselmo d'Aosta, a san Tommaso e ai tanti altri che nei secoli hanno provato a dimostrare razionalmente l'esistenza di Dio. Viene però da chiedersi se in un Paese nel quale le vocazioni scientifiche sono ancora più scarse di quelle religiose, argomenti così sofisticati servano davvero a ripopolare chiese e laboratori di ricerca, o se non rischino invece di svuotarli ancora di più. A ciascuno il suo mestiere.
Forse ha ragione Arno Penzias, lo scopritore della "radiazione di fondo", quando sostiene che gli sforzi della cosmologia quantistica ci aiutano a comprendere "più la mente degli scienziati che quella del Creatore". Meglio accontentarsi di capire quello che è avvenuto dopo il Big Bang: prima, c'è soltanto la fede.
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