TRE PUNTI SU CUI FONDARE UN NUOVO| Dopo l'"elogio" di Guido Rossi alle aperture del cardinale Carlo Maria Martini, si discute sul rapporto fra il pensiero della tradizione democratica e gli ideali religiosi |
| Guido Rossi ha colto nel libro del Cardinal Martini "Sulla giustizia" uno spirito affine a quello che ispira l'illuminismo "lombardo". Il Cardinale si rifà naturalmente alla Scrittura, e ne dà un'interpretazione adatta ai tempi correnti. Ma anche Rossi ritorna alla tradizione illuministica partendo dalle questioni discusse oggi, e indica tre punti per costruire un elogio laico dello scritto del Cardinal Martini: l'orientamento della giustizia alla riabilitazione degli autori dei reati diffusi, il perseguimento dei grandi delitti economici che impediscono la realizzazione di un'uguaglianza accettabile e sono connessi all'esercizio del potere, la correzione delle storture del mercato, rese
spesso invisibili dagli elogi acritici della globalizzazione. Cercare queste cose nella Bibbia è un'impresa audace, ma spesso gli uomini di fede tentano di adattare i testi sacri ai tempi nei quali vivono. Dal canto suo Rossi coglie effettivamente alcuni tratti dell'eredità illuministica e teresiana
presente nella tradizione lombarda. Ma Rossi fa dei punti indicati una questione centrale della democrazia. Poiché la democrazia è essenzialmente discussione e scelta, dopo aver sentito e
apprezzato le esortazioni laiche e religiose, è tempo di discuterle e di valutarle. Per questo ai cittadini bisognerebbe far sapere quanto costano le scelte proposte e se sono compatibili: bisognerebbe cioè far sapere se la rieducazione, la riduzione progressiva delle carceri e l'apertura
generosa delle frontiere costa - e quanto - in termini di sicurezza, per non dare l'illusione che si possa condurre una politica liberale con spensierata allegria. E forse i cittadini vorrebbero sentirsi
dire che i giudici debbono perseguire anche i reati economici, ma che non a loro, bensì ai politici eletti, spetta la redistribuzione della ricchezza. Infine la noia per la retorica della globalizzazione
non dovrebbe far dimenticare che il mercato, se non risolve tutto e impone rinunce a molti, serve almeno a rendere attendibili i cartellini dei prezzi, mentre lo Stato chiuso e protettivo, non del tutto
estraneo alla tradizione illuministica lombarda, impone prezzi aggiuntivi iniqui e non leggibili sui prezzi di facciata. |