Bobbio, teorie di pace da un maestro
della politicaCorale omaggio all'"interprete del nostro tempo" Ieri i festeggiamenti ufficiali per i 90 anni del filosofo |
| Norberto Bobbio "profeta" nella prospettiva kantiana di un futuro
dell'umanità caratterizzato dalla "pace perpetua tra i popoli". È questa l'immagine
emersa nella giornata di festeggiamenti per i suoi novant'anni.
Non è stata di certo una cerimonia soltanto formale, quella di ieri pomeriggio
organizzata dall'Università e dall'Accademia delle Scienze. E non solo perché i rituali
saluti delle autorità istituzionali e accademiche - presenti in gran parte, dal presidente
della Camera Violante a Scalfaro, al rettore dell'ateneo Bertolino, e assenti dal presidente della Repubblica Ciampi al presidente del Consiglio D'Alema, a Cossiga e così via - non si sono limitati alle solite formule, ma in ogni caso sono andati in
profondità a cogliere qualcosa della personalità di Bobbio nell'intento di esprimere
sentimenti autentici. Il merito maggiore di aver dato contenuti di alto rilievo alla
cerimonia è stato del primo relatore ufficiale Giovanni Conso, ex ministro di Grazia e
Giustizia, ex presidente della Corte Costituzionale, ma soprattutto amico e collega di
Norberto Bobbio, il quale ha interpretato il suo ruolo come un impegno storico e
scientifico in ordine alla teoria del diritto per mettere in chiaro i meriti acquisiti da
Norberto Bobbio nel campo giuridico e filosofico.
Bobbio, ha sostenuto, si è mosso nella linea del Discorso sulla pace perpetua di
Kant, ed è giunto a formulare il principio della necessità etica del superamento del
"dogma della sovranità degli Stati nazionali, a favore di un'istituzione universale
dotata degli strumenti per garantire la pace tra i popoli".
Ma era cominciata già a metà mattinata, con una visita privata del presidente del
Senato Nicola Mancino nella casa della centrale via Sacchi, al quinto piano di un
bell'edificio ottocentesco con le scale di pietra, la lunga giornata di Norberto
Bobbio. A Bobbio, che è senatore a vita, Mancino ha dato in dono una medaglia e
ha espresso gli auguri ufficiali dello Stato italiano. "Io gli ho portato i saluti del
Senato - ha poi detto il presidente -, la riconoscenza dei senatori appartenenti a tutti
i gruppi politici". In cambio, Mancino ha ricevuto in omaggio il ponderoso volume
Teoria generale della politica, edito da Einaudi e in libreria da domani; il libro,
curato da Michelangelo Bovero, successore di Bobbio alla cattedra di Filosofia
Politica, raccoglie una quarantina di saggi tra i quali alcuni inediti.
Quella nell'abitazione di Bobbio doveva essere una breve cerimonia senza la
prospettiva di entrare nel merito delle questioni d'attualità in campo politico. Ma
Bobbio non ha saputo trattenersi ed ha stuzzicato Mancino affermando che "la
politica italiana è entrata in un labirinto da cui non sarà facile uscire, perché dei
labirinti si conosce l'ingresso, ma non l'uscita". Da parte sua, Mancino ha osservato:
"Io mi auguro che questa legislatura si concluda nel 2001 con un governo, con
governi stabili, in condizione di rispondere alla grande domanda di rinnovamento del
Paese".
Sempre in mattinata, c'è stato un seminario di studio all'università, con i vecchi
"allievi" ora in cattedra che hanno presentato, oltre alla Teoria generale della
politica, altri studi di Bobbio, il Carteggio Gioele Solari-Norberto Bobbio
1931-1932, curato da Angelo d'Orsi ed edito da Franco Angeli. Michelangelo
Bovero si è infine spinto nell'elogio del maestro definendolo un classico, nel senso da Bobbio dato al termine, che si riferisce a "chi è stato specchio e interprete dei
problemi del proprio tempo". |