RASSEGNA STAMPA

19 OTTOBRE 1999
GIORGIO STRANIERO
Bobbio, teorie di pace da un maestro della politica
Corale omaggio all'"interprete del nostro tempo"
Ieri i festeggiamenti ufficiali per i 90 anni del filosofo
Norberto Bobbio "profeta" nella prospettiva kantiana di un futuro dell'umanità caratterizzato dalla "pace perpetua tra i popoli". È questa l'immagine emersa nella giornata di festeggiamenti per i suoi novant'anni. Non è stata di certo una cerimonia soltanto formale, quella di ieri pomeriggio organizzata dall'Università e dall'Accademia delle Scienze. E non solo perché i rituali saluti delle autorità istituzionali e accademiche - presenti in gran parte, dal presidente della Camera Violante a Scalfaro, al rettore dell'ateneo Bertolino, e assenti dal presidente della Repubblica Ciampi al presidente del Consiglio D'Alema, a Cossiga e così via - non si sono limitati alle solite formule, ma in ogni caso sono andati in profondità a cogliere qualcosa della personalità di Bobbio nell'intento di esprimere sentimenti autentici. Il merito maggiore di aver dato contenuti di alto rilievo alla cerimonia è stato del primo relatore ufficiale Giovanni Conso, ex ministro di Grazia e Giustizia, ex presidente della Corte Costituzionale, ma soprattutto amico e collega di Norberto Bobbio, il quale ha interpretato il suo ruolo come un impegno storico e scientifico in ordine alla teoria del diritto per mettere in chiaro i meriti acquisiti da Norberto Bobbio nel campo giuridico e filosofico. Bobbio, ha sostenuto, si è mosso nella linea del Discorso sulla pace perpetua di Kant, ed è giunto a formulare il principio della necessità etica del superamento del "dogma della sovranità degli Stati nazionali, a favore di un'istituzione universale dotata degli strumenti per garantire la pace tra i popoli". Ma era cominciata già a metà mattinata, con una visita privata del presidente del Senato Nicola Mancino nella casa della centrale via Sacchi, al quinto piano di un bell'edificio ottocentesco con le scale di pietra, la lunga giornata di Norberto Bobbio. A Bobbio, che è senatore a vita, Mancino ha dato in dono una medaglia e ha espresso gli auguri ufficiali dello Stato italiano. "Io gli ho portato i saluti del Senato - ha poi detto il presidente -, la riconoscenza dei senatori appartenenti a tutti i gruppi politici". In cambio, Mancino ha ricevuto in omaggio il ponderoso volume Teoria generale della politica, edito da Einaudi e in libreria da domani; il libro, curato da Michelangelo Bovero, successore di Bobbio alla cattedra di Filosofia Politica, raccoglie una quarantina di saggi tra i quali alcuni inediti. Quella nell'abitazione di Bobbio doveva essere una breve cerimonia senza la prospettiva di entrare nel merito delle questioni d'attualità in campo politico. Ma Bobbio non ha saputo trattenersi ed ha stuzzicato Mancino affermando che "la politica italiana è entrata in un labirinto da cui non sarà facile uscire, perché dei labirinti si conosce l'ingresso, ma non l'uscita". Da parte sua, Mancino ha osservato: "Io mi auguro che questa legislatura si concluda nel 2001 con un governo, con governi stabili, in condizione di rispondere alla grande domanda di rinnovamento del Paese". Sempre in mattinata, c'è stato un seminario di studio all'università, con i vecchi "allievi" ora in cattedra che hanno presentato, oltre alla Teoria generale della politica, altri studi di Bobbio, il Carteggio Gioele Solari-Norberto Bobbio 1931-1932, curato da Angelo d'Orsi ed edito da Franco Angeli. Michelangelo Bovero si è infine spinto nell'elogio del maestro definendolo un classico, nel senso da Bobbio dato al termine, che si riferisce a "chi è stato specchio e interprete dei problemi del proprio tempo".
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vedi anche
I novantanni di Bobbio