LIBERALISMO: ATTENZIONE, NON BASTA LA
PAROLA| Una mostra e un convegno per discutere origini, storia e attualità di
una dottrina politica |
| "Gli effetti del buon governo in città", una delle famose allegorie con cui Ambrogio Lorenzetti decorò il Palazzo Pubblico di Siena, accoglie i visitatori della mostra "Il cammino della libertà" allestita da "Società libera" (che rimarrà aperta da oggi fino al 21 novembre) al Castello Sforzesco di Milano; ma a quell'idillio pittorico di civiche virtù fa riscontro, poco più in là, una ghigliottina d'epoca installata fra i pannelli. Il contrasto dei simboli suggerisce quanto complessa possa essere la "storia di un'idea", sia pure genericamente condivisa com'è oggi quella liberale in Occidente: e l'esposizione ("mostra di un'idea", l'ha definita appunto Franco Tatò, presidente di
"Società libera") pare quasi rispondere all'inflazione di liberalismo lessicale propria dell'odierna società politica. Come a dire, oggi tutti o quasi si dichiarano liberali: per non svuotare di significato la parola e l'idea, ricostruiamone il Dna lungo i secoli e poniamo dei paletti a tutela della sua
identità - che poi è lo scopo di "Società libera", associazione politicamente trasversale ma unita nello studio e nella promozione del liberalismo con il contributo di studiosi come Sartori, Matteucci, Dahrendorf e altri. Se la mostra, dunque, spaziando dalla Magna Charta del 1215 ai videoclip di Popper, risponde all'esigenza storica, il convegno che l'affianca (aperto ieri
all'Auditorium dell'Assolombarda in via Pantano 9 e che si chiuderà domattina) sembra porre proprio quei paletti, come suggerisce il titolo "La Libertà dei moderni: tra Liberalismo e Democrazia". Oggi si parla di liberal-democrazia come dell'incontro risolto fra le due tradizioni, ha
rilevato Alberto Martinelli, mentre la tensione fra le due diverse istanze di base (libertà ed uguaglianza) è una costante nella storia delle idee. Semmai l'una ha rappresentato un correttivo dell'altra, o viceversa; e Giuseppe Bedeschi ha ricordato come Tocqueville, pur ammirando l'equilibrio fra libertà e democrazia raggiunto in America, mettesse in guardia contro la tirannia della maggioranza a discapito dei singoli e il conformismo delle società democratiche di massa.
Quasi a presagire i tiranni democraticamenti eletti di questo secolo al tramonto. |