RASSEGNA STAMPA

15 OTTOBRE 1999
IAIA VANTAGGIATO
Un libro tutto per sé
"Un testo e i suoi doni", otto letture guidate dal pensiero della differenza sessuale
Oggi, a Verona, il primo incontro del seminario annuale di Diotima. Luisa Muraro legge il Simposio di Platone
Interrogare i testi senza indulgere a narcisismo alcuno, lasciarli parlare prima di costruirci intorno un discorso, entrare in relazione con essi secondo un dispositivo che non sia né di totale ammirazione né di assoluto disincanto. Con questo intento, parte - oggi alle ore 17.00, presso la facoltà di lettere e filosofia dell'università di Verona - il seminario annuale di Diotima dal titolo Un testo e i suoi doni. Il seminario si articolerà in otto incontri durante i quali verranno letti testi considerati "punti di snodo" della cultura occidentale e del pensiero femminista.
Il primo appuntamento è con Luisa Muraro che, questo pomeriggio, leggerà il Simposio di Platone, opera fondamentale per il pensiero cristiano e occidentale. Il seminario - che vale anche come aggiornamento per insegnanti (telefonare a Mimesis entro il 26 novembre) - proseguirà col seguente calendario: Marie Luise Wandruszka leggerà Emma di Jane Austen (22 ottobre), Francesca Doria e Chiara Zamboni il Vangelo di Matteo (29 ottobre), Federica Giardini Speculum di Luce Irigaray (5 novembre), Vita Cosentino Lettere a una professoressa (12 novembre), Giannina Longobardi e Wanda Tommasi La prima radice di Simone Weil (19 novembre), Diana Sartori la Dichiarazione dei diritti dell'uomo del 1789 (26 novembre), Anna Buttarelli il Diario di Carla Lonzi (3 dicembre).
A guidare le letture - solo all'apparenza così eterogenee ma, in realtà, vicine le une alle altre perché misurate dallo sguardo della differenza sessuale - sono l'ammirazione per i testi citati e una passione che mai, però, si dà come privata, personale. "Cercheremo - spiega Chiara Zamboni - di mostrare la forza del testo anziché procedere, come solitamente si fa, a un suo inglobamento. Le letture dovranno anche essere attente a ciò che simbolicamente è stato sviante in alcuni di quei testi: per conti che ancora non tornano o per questioni che il pensiero della differenza ha guardato in altro modo." Da questo punto di vista, il seminario di quest'anno rappresenta la terza tappa di un percorso cominciato nel 1997 quando, spiega ancora Zamboni, "intendevamo far parlare un sapere collegato all'esperienza, un sapere relazionale angolato, però, sul noi che interrogavamo. L'anno dopo abbiamo cercato la relazione, non sempre riuscendoci, con persone che erano in luoghi chiave del simbolico, per esempio dirigenti del Censis, e anche lì abbiamo cercato di far parlare l'esperienza".
E ora interrogazione e relazione sono rivolte ai testi, mentre lo sforzo è di non assecondare l'inclinazione femminile all'identificazione o al rifiuto.
Anna Biffoli della Libreria delle donne di Firenze così riassume lo spirito del seminario: "si tratta di stare alle cose essenziali, alle questioni più importanti in un momento, come è questo, di 'passaggio di non ritorno' esistenziale e storico". Un momento che non si può non identificare con la guerra nel Kosovo.
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