RASSEGNA STAMPA

7 OTTOBRE 1999
CARLO AUGUSTO VIANO
La libertà di fede da Calvino a Locke
ROLAND H. BAINTON, "La lotta per la libertà religiosa", Il Mulino, pagine 279, lire 34.000
Il Mulino ripubblica la traduzione, uscita nel 1962, di un importante libro americano del 1951 che, attraverso la biografia di grandi personaggi, da Torquemada e Calvino a Milton e Locke, ricostruisce l'affermazione della libertà religiosa nel mondo occidentale moderno. E' un libro ancora utilissimo, anche se è dominato dall'idea, prevalente quando esso è stato scritto, che la libertà religiosa si sia realizzata essenzialmente a opera dei gruppi minori presenti nel protestantesimo e si sia affermata pienamente in Inghilterra con la «Gloriosa rivoluzione» del 1688 e con la filosofia di Locke. Si tratta di un classico, e proprio per questo è datato, come osserva Nicola Matteucci nella presentazione. Per Matteucci ciò sarebbe dovuto al fatto che esso è anteriore alla «Dignitatis humanae», il documento del Concilio Vaticano II con cui la Chiesa cattolica ha accettato il principio della libertà religiosa. Ma Matteucci raccomanda il libro di Bainton come un ottimo antidoto contro la tolleranza intesa come «una grazia concessa dallo Stato», frutto del «processo di secolarizzazione della cultura e della politica europea»: un viatico per imparare ad apprezzare la «libertà per la religione, per l'autentica fede». La polemica contro la tolleranza come indifferenza e la nostalgia per uno stato etico, che garantisca la libertà soltanto a chi dimostra di chiederla per ragioni morali, sono cose molto di moda. Ma chi ritenga la secolarizzazione più uno spauracchio inventato da anime pie che una realtà e non si spaventa di relativismo, scetticismo o indifferentismo dei nostri tempi, e anzi sarebbe lieto di vivere in una società secolarizzata, in cui godere di quella che Matteucci, con una punta di disprezzo, chiama «libertà dell'istinto» o anche «libertà edonistica», potrebbe pur sempre leggere questo libro con animo sereno, per conoscere un pezzo della nostra storia intellettuale; tanto più che il libro si fa leggere tutto d'un fiato.
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