Il Cristianesimo? Una spirale di angoscia| Drewermann: una chiesa che non aiuta l'uomo a elaborare l'aggressività non produce pace |
| Il cristianesimo? Una religione che si dichiara pacifista e ha provocato le guerre più atroci della storia. Un tragico paradosso? No, la logica conseguenza del modo in cui il cristianesimo è stato interpretato e trasmesso dalle varie chiese, nessuna esclusa. L'inevitabile epilogo di un processo che ha portato alla rimozione dell'inconscio e alla repressione delle passioni ancestrali dell'uomo, in primo luogo l'aggressività.
Queste, in estrema sintesi, alcune (ma solo alcune) delle considerazioni che Eugen Drewermann, teologo e psicoanalista (ma fu anche sacerdote cattolico, poi cacciato dalla Chiesa ufficiale) espone nel suo libro "Guerra e cristianesimo, la spirale dell'angoscia" (ed. Raetia pagg.291 lire 43.000), presentato ieri a Roma dal collega Marco Politi presso la Comunità Evangelica Luterana. Un testo a suo modo illuminante, dove il teologo e lo psicoanalista convivono e si intrecciano. Drewermann è assai noto nel mondo religioso per "Funzionari di Dio", un ponderoso volume del 1995 nel quale attaccava le strutture del potere ecclesiastico, sostenendo che non portavano alla libertà e alla redenzione dell'individuo ma alla sua sottomissione e a un rafforzamento dell'angoscia. Una Chiesa che genera nevrosi e sensi di colpa, sosteneva in quel testo, non può parlare in nome di Dio. Una chiesa che non aiuta l'uomo a elaborare la sua aggressività non può produrre pace, afferma in questo.
| In "Guerra e cristianesimo" lei fa continui riferimenti al buddismo e alle religioni orientali, prese a modello di una relazione con il mondo e la religiosità più capaci di generare la pace nel cuore degli uomini e, quindi, nei confronti degli altri. Ma allora, c'è ancora bisogno di cristianesimo? |
"Sono convinto che il cristianesimo debba assimilare dalle religioni, in particolare dal buddismo, il concetto che la compassione debba includere tutti gli esseri viventi, compresi gli animali. Già Tolstoj lo aveva compreso quando scrisse: "Finché ci saranno mattatoi, ci saranno le guerre". La meditazione buddista, inoltre, si fonda su una psicologia che ha una grande forza di integrazione. Jung sostenne che in Occidente avevamo bisogno della psicoanalisi perché non avevamo le tecniche meditative orientali, le quali secondo me vanno più a fondo rispetto alla psicoanalisi. Il buddismo si basa sull'esperienza e non sui dogmi. uemila anni dì cristianesimo sono stati anni di guerre in nome di Dio. Il buddismo ha mandato missionari ovunque ma non ha mai ucciso nessuno. Quando i buddisti parlano di non identificazione con l'io non propongono una religione negativa, come questo Papa ha sostenuto, ma indicano una via di liberazione dall'angoscia. Solo che questa via, la non identificazione con i contenuti della mente, farebbe crollare tutto l'insegnamento cattolico. Il buddismo cominciò con un re, Gautama, che decise di diventare mendicante. Il cattolicesimo è cominciato con un figlio di falegname ed è finito con un sovrano, il Papa, che siede su un trono imperiale di tipo romano".
| Quindi il cristianesimo è inutile? |
"Assolutamente no. Riferendosi alle tradizioni religiose, il Dalai Lama ha affermato che sono medicine per curare le malattie interiori dell'uomo".
| E qual'è la malattia dell'Occidente? |
"Il prezzo che si paga per diventare individui: l'angoscia. A questa lacerazione l'ebraismo aveva proposto una relazione tra Dio e l'uomo, chiedendo all'uomo di prendersi la responsabilità della sua storia. Il cristianesimo si basa sulla scoperta che per far ciò non basta la Legge. E' una religione terapeutica che non si chiede "cosa" facciano gli uomini ma "perché" lo facciano. Indica un percorso di guarigione interiore non un insieme di comandamenti da seguire a livello esteriore".
| Cos'è la ragione per lei? |
"La ragione ha il compito di accompagnare l'Io dell'uomo verso la libertà. in Occidente, al contrario, è stata identificata come una funzione del SuperIo ed è stata legata al potere dominante. La religione che si tramandava era connessa a una quantità dì idee magiche rispetto al potere. Ma si può rispondere all'angoscia dell'Io con l'alienazione istituzionale, con il rituale magico? Sarebbe superstizione. O ci si può liberare dall'angoscia dell'Io affidandosi a un'altra persona che crede all'Io più di quanto non faccia io stesso? La vera religione ha sempre a che fare con la relazione d'amore. Solo l'amore fa dell'uomo una persona viva e solo nell'amore Dio si manifesta come uno che ama".
| Lei continua a considerarsi un cattolico? |
"Certamente. Se cattolico significa "universale" ovvero ciò che vuol dire religione per tutti gli uomini, allora per me basta essere ebreo nel senso di Gesù. Gesù non ha fondato nessuna chiesa e men che mai una chiesa cattolica. Hobbes sostenne: "La Chiesa cattolica non è colei che succede a Gesù Cristo, ma essa si è elevata sopra gli imperatori romani". Non è possibile annunciare la povertà e costruire il Vaticano".
| Anche la psicoterapia sì pone l'obiettivo di guarire l'uomo e spesso, la relazione terapeutica è una relazione di accoglienza amorosa. Qual'è la differenza con la religione? |
"Il cristianesimo è nato dall'intuizione che gli uomini possono essere buoni solo se incontrano una bontà che si rivolge a loro nella loro totalità. "Sono venuto come un medico", diceva Gesù. In quel senso voleva fare qualcosa che, in parte, oggi è svolto dalla psicoterapia. La differenza tra le due sfere è sottile, ma grande. La psicoterapia accompagna l'uomo agli Inferi. La religione scende dalla montagna nel mondo degli uomini. Partono da punti di vista diversi ma hanno bisogno l'una dell'altra. Gli psicoterapeuti devono credere alla grandezza dell'uomo. I teologi devono amare la miseria dell'uomo". |