Per una strana ironia della storia il quattrocentesimo anniversario del rogo di Giordano Bruno coincide con il giubileo del Duemila.
Il domenicano fu arso vivo a Roma il 17 febbraio del 1600 con una decisiine della quale oggi la chiesa chiede perdono. Cosicchè le manifestazioni per ricordare il filosofo nolano correranno lungo tutto l'anno giubilare a Nola e a Napoli, a Roma e a Firenze dove ha sede l'Istituto nazionale di studi sul Rinascimento il cui presidente, Michele Culiberto presuede íl comitato nazionale per le onoranze a Bruno, di cui fanno parte i maggiori studiosi italiani. In vista delle onoranze sono state pubblicate in quattro tomi le «Opere italiane di Giordano Bruno (Leo Olschki editore), una preziosa ristampa anastatica delle cinque centine dedicata ai novant'anni di Eugenio Garin. I quattro tomi (curati Eugenio Canone) oltre al Candelaio, comprendono La cena delle ceneri, De la causa principio et Uno (considerato il capolavoro di Bruno da pensatori quali Jacobi, Hegel, Schelling, Feuerbach, Schopenhauer, Bertrando Spaventa), De l'Infinito Universo e Mondi, Spaccio della bestia trionfante, Cabala del cavallo Pegaso e Degl'heroici furori nel quale Bruno chiama l'índivíduo a confrontarsi al limíte delle sue possibilità che è per lui, l'unico modo percercare la verità fino ad esserne assorbito, annullato.
In De monade Bnei sostiene, che si può anche essere vinti, perchè la víttoría è nelle mani del Fato oppure, perchè l'avversario è più forte. Importante è combattere e, raffigurandosi in un gallo, affaerma che non è un disonore essere sconfitto «se ti sei dìmostrato valoroso nella notte». Importante è «non morire pigro per l'età, tra le galline».
Come scrivemichele Cíliberto nel suo «Giordano Bruno», pubblicato da Laterza, nella figura di un filosofo - specie di un grande filosofo - si intrecciano, quasi naturalmente, storia e fortuna. In Bruno quella fortuna, quel «Mito» alludono essenzíalmente alla sua capacità di proiettare lo sguardo su un futuro che giunge fino a noi. Tutto ciò è presente nelle copie anastatíche delle cinquecentine pubblicate in questa raffinata edizione delle Opere italìane, i cui esemplari del Candelaio, de La cena de le Ceneri, De la causa, principio et uno, dello Spaccio de la bestia trionfante fanno parte del prezioso fondo bruniano della Biblioteca Trivulziana di Milano, composto di dieci antiche stampe del fisofo nolano. Gli esemplari De l'infinito e della Cabala, sono invece conservati rispettívamente, alla Biblioteca Nazionale Centrale di Fírenze e alla Biblíoteca dell'University C'ollege di .Londra. Quella pubblicata da Olschki è una finisssinia edízione che farà la gioía dei bíbliofili. |