Dire fare contareLa scommessa degli scienziati: avvicinare il grande pubblico a una disciplina difficile Apre a Priverno il primo museo dedicato al mondo dei numeri |
| Che cosa è la matematica? Domanda difficile non solo per coloro che non la amano, ma anche per i matematici; matematici che tuttavia non si preoccupano troppo di sapere che cosa sia il loro mestiere. Per i non matematici la matematica consiste nel fare conti, la matematica sono i numeri, anzi i "Nummeri" come scrisse Trilussa nel 1944: Conterò poco, è vero: - diceva l'Uno ar Zero - ma tu che vali? Gnente: proprio gnente. Sia ne l'azione come ner pensiero rimani un coso voto e inconcrudente. Io, invece, se me metto a capofila de cinque zeri tale e quale a te, lo sai quanto divento? Centomila. E' questione de nummeri. A un dipresso è quello che succede ar dittatore che cresce de potenza e de valore più sò li zeri che ie vanno
appresso. Raymond Queneau non era un matematico, era uno scrittore che ha sempre "praticato la matematica, gratuitamente, spesso prendendo a pretesto la letteratura" come ha scritto Jacques Roubaud all'inizio dell'articolo "Les Mathématiques dans la Methode de Raymond Queneau" apparso sul numero 359 della rivista "Critique". Per Queneau essere un matematico significa innanzi tutto essere un lettore di matematica. Ma non solo. Nel 1948 Queneau si iscrive alla Société Mathématique de France. Uno dei suoi maggiori interessi è per la. combinatoria legata in particolare ai numeri interi, una sorta di "aritmomania", in cui manifesta una fiducia tutta ellenistica nella nascita dell'armonia formale tramite i numeri. Esemplare da questo punto di vista sono i "cent mille milliards de poèmes" del 1961. Il principio è il seguente: si scrivono dieci sonetti con le stesse rime; la struttura grammaticale è tale che tutti i versi di ogni sonetto base sono intercambiabili con tutti gli altri situati nella stessa posizione. Si hanno quindi per ogni verso di un nuovo sonetto da comporre dieci scelte indipendenti possibili. Si hanno 14 versi; si hanno quindi, potenzialmente, 1014 scelte cioè centomila miliardi di sonetti, che, precisa Queneau, richiederebbero cento milioni di anni di lettura. Il suo interesse per i numeri è testimoniato anche dal breve film "Arithmétique" realizzato negli anni cinquanta. L'argomento sono le proprietà dei numeri interi. Con una espressione molto seria, a volte da film poliziesco intercalata da squilli di trombe e immagini surreali, Queneau enuncia proprietà del tutto corrette accanto ad osservazioni paradossali ed umoristiche che riguardano sempre i numeri interi. Un modo esemplare ed irripetibile di fare della divulgazione della matematica, facendola amare.
E i matematici che cosa ne pensano della matematica? Richard Courant e Herbert Robbins nella introduzione del libro "What is Mathematics: an elementary Approach to Idea and Methods" (traduzione italiana, non molto corretta, Bollati Boringhieri): "Attraverso i secoli i matematici hanno considerato gli oggetti del loro studio, quali ad esempio, numeri, punto, ecc, come cose esistenti di per sé. Poiché questi enti hanno sempre sfidato ogni tentativo di un'adeguata descrizione, lentamente sorse nei matematici del diciannovesimo secolo l'idea che la questione del significato di questi oggetti come cose sostanziali, se pure ha un senso, non lo avesse nel campo della matematica. Le uniche affermazioni rilevanti che li riguardano non si riferiscono alla realtà sostanziale, e stabiliscono soltanto delle relazioni tra gli "oggetti matematici non definiti" e le regole che governano le operazioni con essi. Nel campo della scienza matematica, non si può e non si deve discutere ciò che i punti, le rette, i numeri sono effettivamente: ciò che importa e ciò che corrisponde a fatti "verificabili" sono la struttura e le relazioni, che due punti determinino una retta, che i numeri si combinino secondo certe regole per formare altri numeri, ecc... Fortunatamente, la mente creatrice dimentica le opinioni filosofiche dogmatiche ogni volta che esse ostacolassero le scoperte costruttive. Così per gli studiosi come per i profani, non è la filosofia ma l'esperienza attiva che sola può rispondere alla domanda: che cosa è la matematica?". L'unico modo per capire la matematica è l'esperienza attiva.
Allora la questione è: perché parlare di matematica con i non addetti ai lavori? Citando ancora. Courant e Robbins "Come espressione della mente umana, la matematica riflette la volontà attiva, la ragione contemplativa e il desiderio di perfezione estetica. I suoi elementi fondamentali sono la logica e l'intuizione, l'analisi e la costruzione, la generalità e l'individualità. Tradizioni diverse potranno mettere in evidenza aspetti diversi, ma è soltanto la reazione di queste forze antitetiche e la lotta per la loro sintesi che costituiscono la vita, l'utilità e il valore supremo della scienza matematica".
La domanda allora è rovesciata: come si fa, se in questo consiste la matematica, a non parlare di matematica? A non cercare di convincere i non matematici di cosa perdono non capendo nulla di matematica? Il 2000 è stato dichiarato dall'Unesco anno mondiale di matematica. Tante iniziative si terranno in tutto il mondo. Uno dei modi che si è dimostrato più efficace per far conoscere e sperimentare la matematica sono le esposizioni permanenti e temporanee che riguardano la matematica; in Italia ne sono state organizzate più di una negli ultimi anni, qualcuna con notevole successo. Una decina di anni fa la mostra "L'occhio di Horus": itinerari nell'immaginario matematico, più di recente "Oltre il compasso", organizzata da Franco Conti della Scuola Normale di Pisa e Enrico Giusti dell'Università di Firenze; una mostra che continua silenziosamente a girare per l'Italia da qualche anno. E proprio la mostra di Conti e Giusti è divenuta il nucleo centrale della realizzazione del primo museo dedicato interamente alla matematica, "Il giardino di Archimede". Una mostra, un museo per la matematica, hanno gli stessi problemi che hanno tutti gli altri musei e centri della scienza per un vasto pubblico. Con in più per la matematica il problema di mostrare, far capire, far nascere interesse per una scienza che fa della astrazione la sua grande forza. In cui il formalismo e il ragionamento logico-deduttivo sono la caratteristica principale. In cui il mostrare degli oggetti, dei programmi di software, delle simulazioni può far perdere l'aspetto fondamentale della matematica ove si trovano, come ha scritto Musil, "la nuova logica e lo spirito nella loro essenza". E la grande scommessa del museo per la matematica.
Torniamo a Queneau. Un letterato così attratto dalla matematica, amico di matematici, membro della società matematica francese, non aveva mai avuto l'ambizione, almeno per una volta, di scrivere un lavoro su una rivista di matematica destinata alla comunità matematica? La risposta è ovviamente sì e date le premesse non poteva che trattarsi di un lavoro sulla teoria dei numeri, in particolare sui numeri interi. Il lavoro definitivo è stato pubblicato sulla rivista "Journal of Combinatorial Theory", (A) vol. 12, 1972, presentata da un famoso matematico, Gian Carlo Rota. A quando un caso simile tra i nostri letterati? Cominciate con il visitare il castello di Priverno! |