RASSEGNA STAMPA

15 AGOSTO 1999
FRANCESCO ADORNO
Aristotele: non si ragiona solo per sillogismi
Da sempre, fin dal suo tempo, si è commentato Aristotele. Ogni periodo, ogni ambiente culturale, ha avuto il proprio Aristotele. Ma in questi ultimi anni ancora più complesso è divenuto il dibattito, sul filo di nuove interpretazioni di Platone e di Aristotele. Non è qui da ribadire che, forse, sarebbe meglio non giurare mai sul "vero Aristotele" o il "vero Platone"; in effetti non esiste alcun "vero" autore in astratto, se non considerato nel suo tempo, per il suo tempo. Non solo ma altrettanto ozioso sarebbe discutere sulla vieta questione se esista in Aristotele una "logica" come scienza, oppure no, o se la logica come scienza abbia inizio con Zenone stoico e Crisippo.
Nel quadro complesso e sfaccettato degli studi su Aristotele, sembra opportuno indicare un ampio saggio di Luca Sorbi, Aristotele: la logica comparativa ("Studi" n. 176, dell'Accademia Toscana di Scienze e Lettere "La Colombaria", Olschki Editore, Firenze, 1999), che di recente ha visto la luce. Il motivo della "logica comparativa", che ha avuto i suoi principi con Anassagora, che prosegue con Aristotele, e che sarà poi ripreso nei secoli (Alessandro di Afrodisia, Alberto Magno, Tommaso d'Aquino, Galileo Galilei), è motivo che la critica non ha pienamente affrontato. In realtà si è sottovalutata l'importanza della "logica comparativa", e del suo significato nella storia dell'aristotelismo e dei suoi commentatori. Lo studio del Sorbi propone un'altra linea per comprendere Aristotele nella sua storia. Testi alla mano, commentari letti e studiati con rigore filologico, il Sorbi mostra che i concetti essenziali della filosofia di Aristotele sono definibili mediante i "comparativi", tanto che Alessandro di Afrodisia, nel commento ai Topici, sostiene che la "comparazione" è il fondamento della filosofia. Anzi, come il Sorbi chiarisce, nell'antichità e nel Medioevo i pensatori ritenevano che la logica comparativa fosse elemento essenziale per comprendere la filosofia di Aristotele, e che l'analisi logica di Aristotele non fosse costituita dalla sola sillogistica.
A parte l'analisi dei commenti fondati sulla logica "comparativa" di Alessandro di Afrodisia, di Boezio, di Alberto Magno, sia relativamente alla conoscenza del mondo fisico che di quello etico (il "giusto mezzo", ad esempio, non è in sé, ma volta a volta si muta in una "comparazione" tra minimo e massimo, d'onde l'altro concetto, proprio di Aristotele, l'equità, che riesce a non tradurre la giustizia in termini logico-matematici), a parte queste sottili analisi sembrano di notevole interesse le sue Appendici. Nella prima sono riportati testi tratti dai Juvenilia di Galileo Galilei, dai quali emerge ch'egli nei suoi studi giovanili aveva colto nella logica comparativa il fondamento della teoria aristotelica del moto, poiché anche il moto, ossia la sua manifestazione, è comprensibile, secondo gli studi di Galileo, se si risolve in una tensione tra il massimo e il minimo (in termini quantitativo-matematici). Nella seconda Appendice, testi alla mano, si mostra che la quarta via di Tommaso d'Aquino assume una sua coerenza all'interno del sistema aristotelico della comparazione.
Non si vuole però sostenere la validità dell'uno o dell'altro studio su Aristotele, ma solo segnalare l'acuto saggio del Sorbi, che dovrà essere tenuto di conto, per meglio comprendere le molte facce con cui si presenta Aristotele nella storia.
Un'ultima considerazione. Nel Filebo, composto da Platone all'epoca in cui Aristotele frequentava l'Accademia, epoca in cui Platone discute delle condizioni che permettono la "scienza", e che riguarda i gradi del rapporto qualità-quantità, è presente la logica comparativa, sulla qualificazione della quantità. Ad esempio a pagina 24 del Filebo si discute della temperatura: il caldo, 30 gradi sopra lo zero (esempio nostro), non è il freddo, 30 gradi sotto zero, ma ambedue momenti dell'unica temperatura, unità quantitativa di cui si determinano le qualità attraverso calcoli e traduzioni in numeri, in una sapiente e calcolata misura che costituisce una scala.
inizio pagina
vedi anche
Storia della filosofia