RASSEGNA STAMPA


9 AGOSTO 1999

LEARDO BOTTI

Se i filosofi esagerano con le parole

Sokal rivela le -"Imposture intellettuali"
Nelle opere di Deleuze, Lacan e molti altri numerose idee scientifiche non esatte

Quando Edmund Husserl, il futuro fondatore della filosofia fenomenologica, era ancora un bambino, ricevette in regalo un piccolo coltello tascabile. Dopo un esame accurato ebbe però la sensazione che la lama non fosse abbastanza affilata. Era assolutamente necessario fare qualcosa. Iniziò ad affilare la lama, ma questa, sottoposta a un trattamento continuo e instancabile, divenne sempre più piccola, fino a scomparire... Depresso ma non scoraggiato, il vecchio Husserl raccontava questo episodio per descrivere il suo bisogno quasi fisico, carnale di una filosofia come scienza rigorosa.
I tempi da allora sono mutati, e molte correnti filosofiche sono passate sotto i ponti: la tendenza ossessiva allo scavo e all'analisi infinita si è attenuata, con la transizione dall'universo della precisione al mondo del pressappoco. Molti filosofi avrebbero approfittato dell'allentamento del rigore e dell'appannamento dei confini concettuali per costruire fortune fasulle, edificate sulla confusione e la superficialità: questa l'accusa che Alan Sokal espone nel suo libro "Imposture intellettuali. Quale rapporto tra filosofia e scienza?" (scritto in collaborazione con Jean Bricmont, Garzanti). Come suggerisce il titolo, in questa antologia della rovescia Sokal riunisce le cantonate che autori come Lacan, Deleuze, Guattari, Kristeva, Irigaray hanno preso parlando di teorie fisiche e matematiche. Per suggestionare lettori e scrittori "ingenui", questi pensatori avrebbero cosparso le loro opere di concetti scientifici malcotti e maldigeriti. Ma sotto la sottile crosta di uno stile criptico e oracolare, secondo Sokal sono ben visibili le crepe di un pensiero basato più sulla fascinazione della parola che sulla costruzione di argomentazioni razionali. Accostando psicanalisi, sessualità e algebra, Lacan suggerisce ad esempio che "l'organo erettile viene a simbolizzare il luogo del godimento", rivelandosi "equivalente al Ö -1 del significato prodotto prima, del godimento che esso restituisce attraverso il coefficiente del suo enunciato alla funzione di mancanza di significante: (-1)". E Felix Guattari, nel libro "Caosmosi" suppone che "l'esistenza, in quanto processo di deterritorializzazione, è un'operazione intermacchinica specifica che si sovrappone alla promozione di intensità esistenziali singolarizzabili". Ma di esempi simili é ricco tutto il libro. Lo stesso titolo, "Imposture intellettuali", ha scatenato una polemica furibonda, bruciando i ponti di ogni dialogo. Nel 1994, Alan Sokal, un fisico non ancora quarantenne dell'Università di New York, spedisce un saggio alla rivista americana "Social Text", realizzando una beffa simile a quella del falsi Modigliani in Italia. Costruito mettendo insieme assurdità e strafalcioni colossali presentati come risultati della meccanica quantistica, il saggio, pubblicato nella primavera del 1996 sotto il titolo "Transgreasing the boundaries. Toward a Transformative Hermeneutics of Quantum Theory", "dimostrava" che le più recenti ricerche in fisica confermano le tesi filosofiche dell'ermeneutica e del costruttivismo, sostanziando le "intuizioni " di autori come Derrida e Lyotard. Subito dopo la pubblicazione, Sokal denuncia la beffa sulla rivista "Lingua Franca", provocando grande scalpore e l'accusa di scatenare una caccia alle streghe contro la filosofia in nome di uno scientismo duro e puro. Ma, a più di tre anni dall'esplosione del Sokal, quale bilancio possiamo trarne? Secondo Massimo Mugnai, filosofo e storico della logica attento alle mistificazioni intellettuali, "Sokal ha messo in evidenza, demistificandoli, aspetti "curiosi" della filosofia continentale. Ma non trovo che il libro non abbia il respiro di un lavoro critico davvero fondamentale. Certo, anch'io ritengo che il pensiero di autori come Deleuze e Derrida sia confuso, fumoso, ampiamente sopravvalutato; ma le critiche a Thomas Kuhn mi sembrano fuori misura. Tutta la parte costruttiva, propositiva, è un po' debole, dilettantesca. Quando i filosofi si occupano di scienza, devono avere le carte in regole in questo campo Ma anche la filosofia è una disciplina tecnica, e prima dì affrontare temi filosofici anche lo scienziato deve prepararsi adeguatamente". Con valutazioni in parte diverse, il filosofo Alessandro Pagnini, dell'Università di Firenze, afferma che "c'è tra i filosofi francesi e italiani, tradizionalmente lontani dalla cultura scientifica, una tendenza a orecchiare dalla scienza, mutuandone tesi e stravolgendone il senso. Ma Deleuze, Foucault e il primo Derrida sono filosofi importanti. L'uso distorto di temi scientifici è proprio piuttosto dei loro epigoni". Trascinato dalla vis polemica, Sokal si è lanciato in un attacco forse troppo irruente e certamente troppo generico, inchiodando pensatori anche importanti a singoli passaggi infelici delle loro opere. Ma la reazione di chiusura e fastidio di molti filosofi preoccupa. La scienza senza la filosofia non è cieca, ma probabilmente la filosofia senza la scienza è vuota. E rischia di dissolversi.

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