RASSEGNA STAMPA

15 LUGLIO 1999
PIER LUIGI FORNARI
Quercia, provette a oltranza
Le parlamentari diessine: un milione di firme per riscrivere questa legge
Giovanardi : il Parlamento non si farà impressionare "No" anche da Forza Italia
Le donne diessine, sostenute da Marida Bolognesi presidente della commissione Affari sociali della Camera, si mobilitano per "cambiare radicalmente" la legge sulla fecondazione assistita definita "proibizionista e nemica delle donne".
La Quercia si impegna in una raccolta di firme a partire dalle feste dell'Unità che deve raggiungere il milione di sottoscrizioni. Ma è molto dura la reazione dei parlamentari che alla Camera, dando vita a una maggioranza trasversale, hanno sostenuto l'approvazione del testo di legge e che vengono accusati di "mancanza di saggezza" da parte dal vertice femminista di Botteghe Oscure. L'iniziativa è stata annunciata in una conferenza stampa tenuta da Franca Chiaromonte, responsabile del partito per la bioetica e da Barbara Pollastrini leader delle diessine. Lo scopo, hanno affermato, è quello di "dare voce alla società, sicuramente più saggia di quanto lo siano stati i deputati che hanno voluto questa legge, confusa, contraddittoria e inapplicabile". "Quando la commissione Sanità del Senato riprenderà l'esame della legge ci saranno migliaia di firme di uomini e donne di questo Paese - prevede la Bolognesi - che chiederanno di riscrivere il testo". La presidente della Commissione Affari sociali della Camera lancia così una "campagna di informazione" sull'argomento. Le esponenti della Quercia puntano a mutare radicalmente la legge uscita dall'aula di Montecitorio, ma aggiungono che si batterannno "perché sia approvato almeno un regolamento in materia". Alle "critiche radicali" alla legge pronunciate dalle compagne di partito si associa immediatamente Ersilia Salvato che opta per i "regolamenti attuativi" del ministero, se nella nuova legge non sarà affermato il "principio dell'autodeterminazione delle donne". Nettamente contrari alla mossa della Quercia contro le deliberazioni del Parlamento si dichiarano subito anche i settori del centro-sinistra che hanno contribuito a scrivere il testo di legge approvato alla Camera. Il responsabile del Ppi per la sanità Giuseppe Fioroni si pronuncia contro "raccolte di firme e inizative demagogiche".
Secondo Fioroni, "il Paese ha urgente bisogno di una legge che fermi il far west e difenda alcuni fondamentali diritti dei figli, come quello di avere un solo padre e una sola madre, e quello di avere una famiglia certa e stabile". Nell'iniziativa della Quercia un altro deputato popolare, Pino Scantaburlo, vede riaffiorare un "vecchio aspetto ideologico" per cui dei parlamentari fanno ricorso alle firme per contrastare "ciò che altri parlamentari hanno deciso in un libero confronto di opinioni".
Ombretta Fumagalli Carulli (Ri) ritiene che l'iniziativa della Quercia rischia di "ingenerare confusione nell'opinione pubblica che si farebbe l'idea di un parlamento incapace di legiferare su un tema ad alta rilevanza etica". Alfredo Mantovano responsabile per i problemi dello Stato di An chiede le dimissioni della Bolognesi. A suo giudizio, la sinistra sceglie la piazza quando rischia di essere approvata una legge che non è in linea con suoi "dogmi libertari e sessantottini". Per lo stesso partito Riccardo Pedrizzi prevede che "la maggioranza trasversale che ha approvata la legge alla Camera vedrà al Senato di migliorarla rendendola più coerente". Carlo Giovanardi assicura che la maggioranza dei parlamentari non si lascerà impressionare da chi si oppone a "un testo di legge che non corrisponde alle proprie aspettative". L'esponente del Ccd sollecita una mobilitazione di quanti credono alla famiglia concepita secondo il diritto naturale.
"Non permetteremo ai Ds - avverte Maria Burani Procaccini responsabile per i problemi etici di Fi - tra salsicce e firme, di stravolgere la normativa sulla procreazione assistita, che è tra le più corrette e in linea con le risoluzioni europee". Il Consiglio direttivo del Forum delle Associazioni Familiari ricorda che nel 1996 furono raccolte un milione e mezzo di firme per una petizione sulle politiche familiari che aveva al primo punto il rispetto dei diritti della vita dell'embrione, cioè un principio ispiratore dell'attuale testo di legge "in tempi corretti, cioè prima e non durante l'iter parlamentare della legge". Il Forum vede nell'iniziativa "una deligittimazione di fatto del Parlamento". "Si punta a fornire alla gente una informazione parziale e superficiale", aggiunge la dichiarazione, mentre il dibattito alla Camera è stato arricchito da numerose "consulenze scientifiche". "C'è un atto di prepotenza dietro questa iniziativa: - denuncia, infine, Carlo Casini - la logica che la muove è questa: "O la legge è come la vogliamo noi oppure non se ne fa nulla"". "Duecentoquarantamila firme - aggiunge il leader del Movimento per La Vita- regolarmente registrate dal notaio sono state raccolte per una legge di iniziativa popolare che è ispirata dagli stessi principi". È grave, secondo Casini, che su questioni che attengono a diritti costituzionali si voglia procedere con un regolamento ministeriale "che non sarebbe altro che una fotografia dell'attuale far west".
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vedi anche
La legge sulla fecondazione