RASSEGNA STAMPA

27 MAGGIO 1999
editoriale
Il Centro di bioetica della Cattolica «La vita embrionale non del tutto garantita»
«La fecondazione artificiale, sia essa omologa o eterologa, non risponde pienamente alla struttura antropologica e morale della generazione umana» e «si configura di fatto come una delega procreatica, non garantisce a sufficienza la vita embrionale». Lo affermano, in un documento, i professor Maria Luisa Di Pietro, Adriano Pessina e Antonio Spagnolo, del Centro di Bioetica dell'Università Cattolica, commentando l'approvazione alla Camera della legge sulla fecondazione artificiale. «Questa tesi - continuano gli esperti - trova autorevole conforto anche sul piano della dottrina cattolica, chiaramente espressa nella Donum Vitae, punto di riferimento per la coscienza cristiana». Nonostante i rilievi critici, tuttavia, il Centro di Bioetica della Cattolica «apprezza gli sforzi e gli impegni di tutti coloro che stanno contribuendo a costruire una legislazione in questa materia che cerchi di difendere almeno i principi costituzionali su cui si regge la convivenza civile, cercando di garantire al meglio il rispetto della dignità della donna, della famiglia, del figlio allo stadio embrionale». L'attuale legge contiene insomma «anche aspetti positivi», che tuttavia risultano «intrecciati con affermazioni problematiche, non pienamente condivisibili sia sul piano etico sia su quello giuridico». Ecco perché, proseguono gli esperti nella nota, è auspicabile che «il dibattito sulla fecondazione artificiale possa comunque continuare anche fuori dal piano della inevitabile mediazione politica e regolamentazione giuridica». In questo senso, anche la questione dell'aborto, e della revisione della legge 194, può così «trovare uno spazio autonomo di discussione e di riflessione, a prescindere dall'attuale normativa dedicata alla fecondazione artificiale» collegandosi «ad una effettiva tutela della maternità e della vita prenatale» che consenta di «mantenere distinti i piani della riflessione etica da quelli della mediazione politica e regolamentazione giuridica». Riserve sull'impianto della nuova legge vengono espresse anche dal teologo padre Gino Concetti, il quale ricorda che per la Chiesa rimane «sempre illecita l'inseminazione artificiale omologa», così come «la produzione degli embrioni». «A mio parere - prosegue Concetti - anche l'impianto dei tre embrioni per favorire l'attecchimento di almeno uno è negativo. La dispersione degli embrioni procurata, infatti, ha il marchio di un delitto contro la vita che aggrava la responsabilità morale dei soggetti che praticano la procreazione medicalmente assistita».
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vedi anche
La legge sulla fecondazione