| Il Centro di bioetica della Cattolica
«La vita embrionale non del tutto
garantita» | «La fecondazione artificiale, sia essa omologa o eterologa, non
risponde pienamente alla struttura antropologica e morale della generazione
umana» e «si configura di fatto come una delega procreatica, non garantisce
a sufficienza la vita embrionale». Lo affermano, in un documento, i
professor Maria Luisa Di Pietro, Adriano Pessina e Antonio Spagnolo, del
Centro di Bioetica dell'Università Cattolica, commentando l'approvazione
alla Camera della legge sulla fecondazione artificiale. «Questa tesi -
continuano gli esperti - trova autorevole conforto anche sul piano della
dottrina cattolica, chiaramente espressa nella Donum Vitae, punto di
riferimento per la coscienza cristiana». Nonostante i rilievi critici, tuttavia, il
Centro di Bioetica della Cattolica «apprezza gli sforzi e gli impegni di tutti
coloro che stanno contribuendo a costruire una legislazione in questa
materia che cerchi di difendere almeno i principi costituzionali su cui si
regge la convivenza civile, cercando di garantire al meglio il rispetto della
dignità della donna, della famiglia, del figlio allo stadio embrionale».
L'attuale legge contiene insomma «anche aspetti positivi», che tuttavia
risultano «intrecciati con affermazioni problematiche, non pienamente
condivisibili sia sul piano etico sia su quello giuridico».
Ecco perché, proseguono gli esperti nella nota, è auspicabile che «il dibattito
sulla fecondazione artificiale possa comunque continuare anche fuori dal
piano della inevitabile mediazione politica e regolamentazione giuridica». In
questo senso, anche la questione dell'aborto, e della revisione della legge
194, può così «trovare uno spazio autonomo di discussione e di riflessione, a
prescindere dall'attuale normativa dedicata alla fecondazione artificiale»
collegandosi «ad una effettiva tutela della maternità e della vita prenatale»
che consenta di «mantenere distinti i piani della riflessione etica da quelli
della mediazione politica e regolamentazione giuridica».
Riserve sull'impianto della nuova legge vengono espresse anche dal teologo
padre Gino Concetti, il quale ricorda che per la Chiesa rimane «sempre
illecita l'inseminazione artificiale omologa», così come «la produzione degli
embrioni». «A mio parere - prosegue Concetti - anche l'impianto dei tre
embrioni per favorire l'attecchimento di almeno uno è negativo. La
dispersione degli embrioni procurata, infatti, ha il marchio di un delitto
contro la vita che aggrava la responsabilità morale dei soggetti che
praticano la procreazione medicalmente assistita». |