ALLE ORIGINI DEL LIBERTARISMOVizi privati, crimini di stato L' arte di Lysander Spooner di prendere sul serio i diritti individuali |
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| Lysander- Spooner, "I vizi non sono crimini", liberilibri, -Macerata 1998 (0733-231989). pagg. 152, L. 28.000. | "Non chiederti quello che può fare lo Stato per te. chiediti che cosa lo Stato ti sta facendo", potrebbe essere uno slogan più efficace di quello, opposto e ultranoto. lanciato, da Kennedy: "non chiederti che cosa la nazione può fare per te. chiediti che cosa puoi fare tu per la nazione". Questo efficace rovesciamento, è dovuto a David Friedman (figlio del Nobel per l'economia Milton). esponente eli spicco dell'anarcocapitalismo) americano. una corrente che con efficacia e rinnovata freschezza ha saputo smlascherare l'insopportabile retorica che da sempre circonda l'Istituzione coercitiva per eccellenza: lo Stato, appunto.
Ma - ci si chiederà - ha senso riproporre oggi l'utopia di unì società senza Stato? Non siamo di fronte a una provocazione fine a se stessa? La risposta è no, perché gli anarcocapitalisti sono trai più fantasiosi riformisti che si possano trovare nel panorama contemporaneo. Leggere i loro libri è utilissimo anche per coloro che non condividono fino in fondo - o che non condividono affatto - il loro ideale anarchico, o che magari lamentano che in Italia un vero "senso dello Stato", per ragioni assai note, non si è mai veramente formato,. e che semmai sarebbe bene che finalmente si fonnasse. Giusto. Ma da sempre, proprio se si ha a cuore la costruzione di uno Stato su basi solide e ben giustificate, l'esperimento mentale di immaginare una società completamente anarchica è il più salutare che si possa immaginare. Ci si renderà conto che molte cose che lo Stato "ci fa", e che noi consideriamo del tutto naturali, non lo sono affatto. e che molte delle sue funzioni (anche se magari noti proprio tutte) potrebbero essere svolte assai meglio dai privati.
In Italia - dove queste idee sembrano trovare credito soprattutto tra i radicali (vedi radioradicale.it), ma cori sorprendenti aperture anche da parte dei Ds - i libri degli anarcocapitalisti contemporanei sono quasi tutti pubblicati da un piccolo editore di Macerata. liberilibri. Nel suo ormai ricco catalogo si trovano testi come Etica della libertà di Murray Rothbard, L'ingranaggio della libertà di David Friedman, Difendere ,l'indifendibile di Walter Block. ma anche classici come Albert Jay Nock. che in pieno New Deal pubblicò Il nostro nemico, lo Stato, fino al vero fondatore del libertarismo, Lysander Spooner, che nell'Ottocento scrisse una serie di pamphlet, tra cui I vizi non sono crimini che dà il titolo all'ultimo volume uscito, portando alle estreme conseguenze i ra gionamenti della tradizione giusnaturalistica.
Che senso ha una Costituzione basata su un patto stipulato da una parte, peraltro minoritaria. di individui che si sono messi d'accordo per dominarne un'altra? Per Spooner, come osserva Angelo M. Petroni nella prefazione - non ci sono dubbi: "Nessuno può sentirsi vincolato da una Costituzione che non ha esplicitamente sottoscritto>,. L'obbligazione politica non può che fondarsi sull'obbligazione privata. Altrimenti il presunto principio individualistico che sta alla base del pensiero costituzionale diventa una beffa, e lo Stato, sulla base di una finta legittimazione, potrà compiere una serie di atti che, se fossero commessi da qualun que cittadino, verrebbero considera ti assolutamente illeciti e immorali.
Spooner denuncia efficacemente i mali dello stato etico, che tende a
trasformare quelli che un tempo erano tollerati come semplici vizi in
veri e propri crimini con buona pace del principio cardine del liberalismo, secondo cui la libertà può essere limitata solo quando l'esercitarla provoca un danno o una limitazione della libertà degli altri. E contro ogni "tirannia della maggioranza" afferma che "i diritti naturali di un uomo sono solo suoi, contro il mondo intero; e qualsiasi violazione di tali diritti è ugualmente un crimine, sia essa commessa da uno solo o da milioni di uomini; le maggioranze in quanto tali, non offrono garanzie di giustizia".
In No Treason: The Constitution of no Authority uno dei testi antologizzati (già apparso in italiano per il Melangolo sotto il titolo La Costituzione senza autorità) egli scrive: "E' vero che secondo la teoria della nostra Costituzione. tutte le tasse vengono, pagate volontariamente e che il nostro Stato, è una compagnia di mutua assicurazione, alla quale le persone aderiscono volontariamente Ma questa teoria del nostro sistema di governo è del tutto differente da quel che si verifica in pratica. Il fatto è che lo Stato. come un bandito di strada, intima alle persone "o la borsa o la vita". E molte, se non tutte le tasse vengono pagate sotto il peso di questa minaccia. Lo Stato, in effetti, non tende un agguato a un uomo in un luogo solitario, balzando dal ciglio della strada, per puntargli la pistola alla tempia e svuotargli le tasche. Ma non per questo la rapina cessa di essere una rapina a tutti gli effetti, anzi, è ben più codarda e vergognosa. Il bandito di strada assume su di sé tutta la responsabilità, il pericolo e la criminalità del suo atto. Egli non pretende di avere un giusto titolo al vostro denaro, né di volerlo usare a vostro beneficio. Non pretende di essere altro che un rapinatore. Non è tanto impudente da affermare di essere semplicemente un "protettore" e di prendere il denaro dei passanti contro la loro volontà solo per essere in grado di "proteggere" quei viaggiatori che si illudono di essere perfettamente capaci dì difendersi da soli o che non apprezzano il suo peculiare sistema di protezione". Il ladro si limita a rapinarvi: "non cerca di rendervi il suo zimbello e il suo schiavo",. come fa lo Stato ogni qualvolta vi obbliga a fare qualcosa dicendo che è per il vostro bene, ergendosi ad arbitro morale delle vostre vite. |