RASSEGNA STAMPA

14 MARZO 1999
ALESSANDRA IADICICCO
ETHOS, LOGOS E PHISIS
Heidegger e la vita attiva
Caterina Resta, "La terra del mattino. Ethos, Logos e Physis nel pensiero di Martin Heidegger", Franco Angeli, Nlilano 1999, pagg. 144, L. 30.000.
Alla domanda sull'utilità e sulle implicazioni etiche della sua filosofia, Martin Heidegger diede una risposta "breve e forse un po' forte", ma comunque basata su una lunga meditazione. "La filosofia - disse - non potrà produrre nessuna trasformazione immediata dello stato attuale del mondo. Ciò non vale solo per la filosofia. ma per tutte le aspirazioni meramente umane".
Ritornando sulle dichiarazioni rilasciate dal filosofo allo Spiegel (Ormai solo un dio ci può salvare, Guanda 1997) si è tentati di liquidare ogni domanda sulla trattazione dell'etica nei testi heideggeriani con il riconoscimento della totale estraneità del suo pensiero a ogni forma di "vita activa". La separazione ietta tra il pensiero e azione, tra la teoria (filosofica) e la prassi (politica), rischia però di essere una soluzione un po' sbrigativa della questione del rapporto tra Heidegger e il nazismo. Non fu proprio perché coltivò l'illusione di trasformare il mondo attraverso il pensiero che il rettore dell'Università di Friburgo aderì al regime nel 1033?
La questione dell'etica resta uno scoglio con il quale l'interprete di Heidegger non può evitare di scontrarsi e contro cui, d'altra parte, sono destinati a infrangersi tutti i tentativi di lettura semplificata dei testi heideggeriani. Perché se è vero che nella cosiddetta "seconda fase" del suo pensiero. quella della "svolta " e del ravvedimento dall'errore politico Heidegger sostiene decisamente la tesi dell'inattualità e dell'inutilità della filosofia, è pur vero che proprio nei testi che aprono la strada a un nuovo "cammino di pensiero" (in particolare la Lettera sull' "umanismo") il filosofo tratta esplicitamente il tema dell'etica.
Per evitare il rischio di giungere a conclusioni affrettate e di perdere di vista l'intera impalcatura che sorregge il discorso heideggeriano in tutte le sue articolazioni, Caterina Resta sceglie di collocarsi rigorosamente all'interno del "pensiero dell'essere" per cogliere il luogo che, in esso, è assegnato all'etica. Dalla distinzione tra "autentico" e "inautentico" di Essere e tempo fino allo sviluppo del motivo del limite e della finitezza di pensiero e linguaggio, l'autrice percorre tutto l'arco dei pensiero heideggeriano rilevando, pur nel disseminarsi delle sue figure, la ricorrenza dello stesso tema. Una lettura il più possibile attenta ad afferrare. in un pensiero che "non indulge mai all'illusione di costituirsi in sistema". il complesso gioco di rimandi tra le diverse costellazioni concettuali permette di cogliere tutta la radicalità delle questioni che Heidegger ha voluto porre, evitando l'impazienza di proiettare sulla sua filosofia domande e categorie che rischiano di essere fuorvianti.
inizio pagina
vedi anche
analisi e commenti