RASSEGNA STAMPA


3 MARZO 1999

SANDRO MODEO

Nagel, il cervello è come una farfalla

THOMAS NAGEL, "L'ultima parola. Contro il relativismo. ", Feltrinelli, pagg. 144, lire 32.000

L'attacco frontale del nuovo libro di Thomas Nagel - uno dei massimi filosofi analitici viventi - è rivolto non tanto o non solo al relativismo del sottotitolo, quanto all'esasperazione della sua inevitabile conseguenza: quel soggettivismo che unifica paradossalmente opposte faune intellettuali come i metafisici da salotto e i "freaks" della pseudospeculazione postmoderna. Gli uni - nutriti di idealismo neoromantico e di un Nietzsche piegato a destra - negano valori come "realtà", "universalità" e appunto "oggettività", liquidandoli come fardelli dell'ottusità positivistica; gli altri, in nome del decostruzionismo, del "debolismo" e di un Nietzsche piegato a sinistra - straparlano di crisi di quegli stessi valori, confondendo il diffuso caos psicosociale con la categoria filosofica che dovrebbe interpretarlo. Ricorrendo ad un'esposizione essenziale, tagliente e per così dire accerchiante, Nagel inchioda tutti i censori dell'oggettività sia sul versante della logica ("2 +3=4" non è insensato, ma ha abbastanza senso da essere necessariamente falso") sia su quello dell'etica (facendo intuire come un relativismo morale radicale porti a equiparare non solo fascisti e partigiani, ma anche Hitler e S.Francesco, col rischio di spingere la comprensione delle "ragioni degli altri" nella loro legittimazione). Il solo limite del suo discorso consiste nel conferire una totale autonomia alla logica stessa rispetto alla biologia. Come molti "dualisti" (a differenza dei quali manovra tuttavia con sicurezza le teorie darwiniane), anche Nagel pensa che il prodotto più raffinato della selezione naturale, il cervello, da un certo livello di organizzazione in su compia il "salto"; che la mente voli via come una farfalla dalla propria crisalide. Basterebbe qualche rudimento di neuroscienze per rendersi conto che la metafora è impropria: e che la mente sta invece al cervello, più probabilmente e semplicemente, come la luce al sole.

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