RASSEGNA STAMPA

19 FEBBRAIO 1999
PIETRO BIANUCCI
I figli eretici di Darwin tornano alla Tavola Alta dell'evoluzione
Il darwinismo non fu pacifico neppure per Darwin. Allora lo scontro era tra credenti e seguaci dell'evoluzione. In privato Darwin si professava agnostico (secondo Marx agnostico è un modo rispettabile per dire ateo e ateo un modo aggressivo per dire agnostico ) . Ma in pubblico non si sottraeva alle cerimonie religiose. Nei suoi diari scrive che "lo spirito è una finzione della materia", salvo poi confidare in una lettera: "Quando penso all'evoluzione, ho la sensazione di commettere un crimine". Tale fu la lacerazione, che finì col somatizzarla: ipocondriaco, per tutta la vita soffrì di malanni gastrici e intestinali.
Oggi la trincea non divide più evoluzionisti e credenti: la teoria di Darwin ha ricevuto persino la benedizione del Papa. Oggi la trincea passa tra biologi ultradarwinisti e biologi che del darwinismo hanno elaborato varianti più o meno eretiche. Per capire quanto il solco sia profondo, ecco il libro di un eretico, Niles Eldredge, Ripensare Darwin .
Eldredge, con il più famoso Jay Gould, è il padre degli "equilibri punteggiati": le specie non sfumerebbero l'una nell'altra come in una dissolvenza cinematografica per semplice "selezione naturale" ma avrebbero lunghi periodi di stabilità (5-10 milioni di anni) alternati a periodi di rapida variabilità, in risposta a cambiamenti ecologici estremamente complessi. Questo spiegherebbe gli "anelli mancanti" tra i fossili e risolverebbe altre difficoltà incontrate dagli ultradarwinisti.
Eldredge e Gould proposero gli "equilibri punteggiati" nel 1972 e ne guadagnarono una scomunica. Per usare la metafora che Eldredge ha scelto come filo conduttore delle sue 245 pagine, gli ultradarwinisti, con Maynard Smith e Richard Dawkins in testa, esclusero i "punteggiatori" dalla Tavola Alta, cioè da quel luogo privilegiato delle università inglesi dove siedono i professori di riguardo. In qualche modo, una replica laica del processo a Galileo.
Da allora i progressi della genetica e della paleontologia hanno segnato le alterne vicende del confronto tra ortodossi ed eretici, facendo pendere la bilancia ora da una parte ora dall'altra. Sono corsi insulti, anatemi, sarcasmi. La polemica ha avuto talvolta acuti striduli e personalismi estranei a un sereno dibattito scientifico. I "punteggiatori" hanno subìto l'accusa di fornire argomenti ai creazionisti cari all'ex presidente Reagan, prove vere o presunte sono state forzate da entrambe le parti. Ma negli ultimi anni - ammette Eldredge - gli eretici hanno almeno riconquistato il diritto di sedersi alla Tavola Alta.
L'evoluzionismo è un paradigma, una sorta di metafisica della biologia utile a interpretare il regno del vivente, ma non è di per sé la Verità. Anche calcoli elementari possono risultare imbarazzanti: per avere la certezza di creare a caso una proteina di media complessità bisognerebbe tentare un numero immane di combinazioni tra gli aminoacidi che la formano: 10 alla 130ª.
Dunque c'è qualcosa di fondamentale, nell'evoluzione, che ancora ci sfugge. Il difficile è ammetterlo. Eldredge ha intonato una buona perorazione dei suoi equilibri punteggiati. Ma è un po' come leggere una storia del partito socialista scritta da Craxi.
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