| Lo scisma di Prini e le bugie | Chi dice la bugia? Il quotidiano "Avvenire" o il filosofo cattolico Piero Prini? La questione è aperta.
Ecco i fatti: Prini domenica ha dichiarato alla "Stampa" di aver ricevuto dall'"Avvenire", dopo una
recensione di Gianni Vattimo a un suo saggio, una telefonata in cui gli si chiedeva di replicare al
pensatore debole che parlava di "Chiesa aperta e società aperta". L'interessato avrebbe rifiutato
l'invito ("Vattimo coglie nel segno"). Ieri però, sullo stesso quotidiano cattolico, un trafiletto smentiva
quelle dichiarazioni: "Mai abbiamo chiesto al professor Prini di intervenire contro il filosofo
Vattimo...". Nel saggio "Lo scisma sommerso" (ed. Studio G2), Prini rileva che un numero crescente
di cattolici praticanti diverge dall'insegnamento della Chiesa in materia morale, dall'etica familiare alla
sessualità; e sul piano dottrinale rifiuta l'idea di una pena eterna. Prini vede nello "scisma" una
lettura della rivelazione come appello a una "società aperta", in divenire, contro l'immagine chiusa
prevalsa nella teologia con San Paolo. Su "Avvenire" hanno replicato Enzo Bianchi e
don Baget Bozzo, per il quale la stessa redenzione perderebbe senso se Satana fosse dichiarato morto. Pronta
la risposta di Prini: è vero che la fede, privata del suo "lato notturno", sarebbe solo "docta pietas",
ma come si fa ad attribuire a Dio il concetto tribale della "pena come vendetta? |