| Le ragioni di Guitton per scommettere su Dio |
| JEAN GUITTON con FRANCESCA PINI, «L'infinito in fondo al cuore», Ed. Mondadori, pagg.265, lire 30.000 | Tra tanti libri classificati come «di religione», eccone uno che finalmente va diritto
all'essenza del problema: è ragionevole credere che Dio esiste, che si è fatto uomo, e
che è presente nella Chiesa? Che ne sarà di noi dopo la morte? Ci attende un'eternità
di gioia (o di dannazione), oppure ci dissolveremo nel Nulla? Queste sono le domande
che ogni uomo, almeno una volta nella vita, è costretto a porsi, schiacciato com'è
dall'evidenza del Mistero. Molto spesso queste domande vengono eluse, anche da parte
di uomini di Chiesa, magari illustri teologi, impegnati a parlare più di etica, di morale,
che non di trascendenza.
E' da accogliere quindi con soddisfazione questo «L'infinito in fondo al cuore», in cui il
grande filosofo francese Jean Guitton, intervistato con molta competenza da
Francesca Pini, risponde proprio a quelle domande «ultime». O, meglio, tenta di
rispondervi, offre la sua soluzione al «problema-vita»: senza presunzione, senza mai
dimenticare che di fronte a un enigma così grande l'uomo è piccolo piccolo, e non può
far altro che abbozzare un timido balbettìo. Guitton è cattolico, ma riconosce che il
non-credente e il credente convivono in lui: «Perfino i suoi apostoli, che erano grandi
testimoni di Cristo, dubitavano [... |