RASSEGNA STAMPA

15 MAGGIO 2005
editoriale
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Sì alla ricerca sulle staminali embrionali

 

Ai77 Nobel che hanno firmto l'appello all'Onu pubblicato qui in esclusiva, andrebbero idealmente aggiunti i due italiani Renato Dulbecco e Rita Levi Montalcini,.che a Umberto Veronesi e a decine di altri scienziati italiani hanno scritto un analogo documento italiano. Se ne discuterà il 18 maggio, alle 12 a Roma (via Nazionale 22), in un incontro organizzato da comitato «Ricerca e salute». L'appello dei Nobel è stato promosso dall' Associazione Luca Coscioui e dal Partito radicale transna­zionale, e presentato presso la sede delle Nazioni Unite di New Y ork insieme al Gene­tics Policy Institute, la Coalition for the Advancement of Medical Research e la Chri­stopher Reeve Foundation. Molte le firme di biologi (Guillemin, Nuesslein-Volhard, Ar­ber, Hartwell, Greengard, De Duve, Sulston, Cohen, Thomas, Benacerraf, Lau­terbur, Blobe!, Horvitz, Roberts, Baltimore, Varmus, Kornberg) ma anche di chimici, fisici, economisti (tra cui Kenneth Arrow) e del romanziere Josè Saramago.

Noi sottoscritti, cittadini di tutto il mon­do, personalità della scienza, della cul­tura e della politica ci uniamo per dare corpo e voce a una speranza di vita e di salute che oggi passa per la libertà della ricerca scientifica e che rifiuta vecchi e nuovi proibizio­nismi anti-scientifici e ideologici.

Grazie al rapido progresso della ricerca scientifica, e in particolare agli incoraggianti risultati dalle sperimentazioni sulle cellule sta­minali embrionali umane, esistono oggi speran­ze concrete che da tale ricerca si possa giunge­re alla scoperta di cure per malattie come il diabete, le malattie cardiovascolari, il morbo di Parkinson, l'Alzheimer, la sclerosi, la distro­fia e molte altre che colpiscono centinaia di milioni di esseri umani in tutto il mondo.

Le potenzialità concrete di tale settore di ricerca impongono l'urgenza di regole adegua­te, che possano garantire il rispetto della digni­tà umana e consentire il governo dei processi in corso, fuori da imposizioni di natura etica o religiosa.

Considerato l'Articolo 15 (3) del Patto Inter­nazionale sui Diritti Economici Sociali e Cultu­rali che impegna gli Stati ratificatori a «rispet­tare la libertà indispensabile per la ricerca scientifica»; l'Articolo 12 che stabilisce il «di­ritto di ciascuno al godimento al miglior livello e qualità raggiungibile di salute fisica e menta­le»; il commento numero 14 a tale articolo che stabilisce l'obbligo degli Stati «di rispettare. proteggere e realizzare» tali diritti.

Noi sottoscritti, ci appelliamo al Segretario ­generale e agli Stati membri dell'Onu affinché respingano ogni proposta volta a proibire la ricerca scientifica sulle cellule staminali em­brionali, sia per quanto riguarda l'utilizzo di embrioni sovrannumerari (comunque destinati alla distruzione) che per la tecnica del trasferi­mento del nucleo cellulare finalizzata alla pro­duzione di cellule staminali.

Tale proibizione, se approvata a livello mon­diale come proposto da decine di Paesi già in occasione della 58esima sessione dell'Assem­blea generale del 2003, rappresenterebbe una condanna a un'esistenza priva di speranza per milioni persone nel mondo che vivono nell'atte­sa di una cura per le loro malattie. Ci appellia­mo dunque a voi, perché si possano trovare regole che affermino il diritto alla vita e alla salute garantendo libertà di scienza, coscienza e conoscenza.

Seguono le firme di 77 premi Nobel

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