RASSEGNA STAMPA

19 GENNAIO 2005
RAFFAELE INDOLFI
[

D’Agostino: niente guerre sante

 

 



«Meglio il referendum che le modifiche della legge per evitarlo». Il professor Francesco D’Agostino, presidente del Comitato nazionale per la Bioetica, sostiene che non ci sono alternative al referendum sulla legge sulla procreazione assistita. Ma professor D’Agostino, non sarebbe meglio che su questioni delicate non si decidesse con il referendum? «Certo che sarebbe meglio. Questioni complesse non si possono certo risolvere con un sì o un no, ma il referendum c’è. E bisogna farlo». Ma si può anche evitarlo. «In questo caso bisognerebbe modificare la legge accogliendo in sostanza quello che propongono i quesiti referendari». E allora? «Tanto vale fare il referendum». Lei, quindi, concorda con il cardinale Ruini che sostiene che il referendum è meglio delle modifiche peggiorative della legge? «Il Parlamento se rivede la legge con l’obbiettivo di evitare il referendum, ripeto, non potrà fare altro che accogliere la sostanza dei quesiti referendari. È obbligato a farlo. Non ha alternative. Ma attenti a non fare crociate su questi temi. E a non cadere nella trappola delle guerre di religione. La procreazione assistita e la tutela della vita prenatale sono tematiche laiche in tutt’Europa e tali debbono rimanere anche in Italia. Sarebbe terrificante fare guerre di religione su questi temi, dividersi fra laici e cattolici». Una divisione che appare inevitabile? «Non è detto. È una divisione che viene artificiosamente cercata solo da noi, in Italia. Voluta da chi, irresponsabilmente, punta allo scontro fra mondo laico e cattolico. Uno scontro che su questi temi non può e non deve esserci. Uno scontro che va assolutamente scongiurato con la collaborazione di tutti». Come? «Allineandoci con gli altri paesi d’Europa che su questi temi delicati non si dividono fra laici e cattolici. E non fanno guerre di religione. La Chiesa ha tutto il diritto di dire la sua, ci mancherebbe altro. Ma la procreazione assistita, la tutela della vita prenatale sono e debbono rimanere tematiche laiche. Gli interventi della Chiesa su questi temi debbono avere lo stesso valore che hanno, per esempio, le parole del Papa quando si pronuncia contro la guerra o contro la pena di morte o a favore dell’accoglienza degli immigrati». Cioè? «Debbono avere un valore sociale, non etico. Lo stesso valore che dovrà avere il referendum. Solo così si evitano i conflitti di religione».

 

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