RASSEGNA STAMPA

8 LUGLIO 2004
FRANCA D'AGOSTINI
[Un pensiero analitico sensibile all'attualità
Si presenta oggi a Roma la nuova serie della rivista «Filosofia e questioni pubbliche»
Ricerca e dibattito. Al centro del numero inaugurale, approfondimenti su moralità (o immoralità) del capitalismo, e scritti su Islam e bioetica

 Non rinunciare in nulla alla tecnicità e all'astrattezza proprie della ricerca teorica, ma applicare l'una e l'altra all'esame dei problemi che oggi attraversano il dibattito sociale: è questa l'idea di fondo della nuova serie della rivista «Filosofia e questioni pubbliche», che - come spiega il direttore Sebastiano Maffettone nell'editoriale - porta a nuovi sviluppi e precisa un programma già consolidato: quello di colmare almeno entro certi limiti il gap naturale tra ricerca specialistica e domanda pubblica di filosofia, seguendo la falsariga delle «questioni» di comune interesse. «Mancano in generale alla filosofia analitica - scriveva Habermas nel 1999 - la sensibilità per le istanze di diagnosi dell'attualità e la giusta presa su di esse»; poiché per filosofia analitica in senso lato si può intendere oggi tutta la filosofia professionalmente impegnata nella ricerca, se Habermas avesse davvero ragione, il compito di elaborare le «questioni pubbliche» resterebbe riservato a certe figure di intellettuale generalista o di guru televisivo oggi fortunatamente sempre più rare, e alla ricerca filosofica verrebbe vietato il dialogo sociale. Ma perché un filosofo nel senso analitico del termine non dovrebbe avere «sensibilità per l'attuale»? In verità non si vede una seria ragione per questo, anche se dell'opinione di Habermas sono alcuni filosofi analitici tradizionali, che temono l'incontro con l'attualità politica come Platone temeva (o dichiarava di temere) la scrittura. Invece, il lavoro di Maffettone e dei condirettori Alessandro Ferrara e Ingrid Salvatore, affiancati dalla redazione e da un vasto gruppo di autorevoli consulenti scientifici e collaboratori, è un chiaro e semplice controesempio alla tesi di Habermas.

La nuova veste prevede una struttura completamente rinnovata, con un tema monografico d'apertura, una sezione di filosofia della mente, saggi e note su libri usciti di recente, una discussione a più voci su un argomento di immediata rilevanza pubblica, e una parte finale al confine con la letteratura e l'arte.

Il tema di apertura di questo nuovo numero è particolarmente interessante, per la sua natura insieme attuale e fondamentale: si tratta della «moralità» (o immoralità) del capitalismo. I tre saggi che lo affrontano, di Maffettone, Stefano Petrucciani, Thomas Pogge, sono profondamente diversi per impostazione e obiettivi: Maffettone tenta di mostrare le condizioni di un capitalismo morale o giusto, a partire dalla cosiddetta business ethics, e prospettando un movimento moralizzatore «dal basso», compiuto da una nuova generazione di consumatori informati ed eticamente orientati; Petrucciani riesamina le ragioni per cui in un'ottica quasi-marxista (o meglio nell'ottica di un marxismo rawlsiano alla Rodney Peffer) il capitalismo risulta essere ingiusto e illiberale; Thomas Pogge in un articolo notevole per la profondità della documentazione e il rigore teorico mostra molto bene le ragioni inequivocabili per cui l'attuale sistema mondiale (sia esso da definirsi capitalistico o meno) è moralmente inaccettabile. L'insieme è evidentemente in grado di dare una immagine del tutto esaustiva e aggiornata dello status quaestionis.

La parte centrale spazia dall'Islam (Sadik J. Al-Azm) al nuovo femminismo (Marica Nobile), dai temi della bioetica (Stefano Semplici), ai nuovi orientamenti in filosofia della mente (Massimo Marraffa), mentre un preciso e illuminante ritratto di Donald Davidson, il filosofo americano recentemente scomparso, è ricostruito da Mario De Caro. La discussione di attualità in questo numero riguarda la riforma universitaria (con interventi di Alessandro Ferrara, Raffaele Simone, Marco Santambrogio, Adriano De Maio, Alberto Casagrande). Nella sezione finale una nota di Ingrid Salvatore introduce passi scelti da La giungla di Upton Sinclair, un classico della letteratura socialista, impressionante immagine del macello di Chicago nei primi anni del Novecento, e Cornelia Lauf presenta le opere di Jessica Diamond, artista post-concettuale formatasi alla lettura di Quine, Kripke, Goodman.

La nuova serie della rivista viene presentata oggi a Roma (alla Terrazza Fondazione Adriano Olivetti, ore 20). Intervengono Innocenzo Cipolletta, Paolo Mauri, Lorena Preta, Luca Formenton, Alessandro Petti.
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