RASSEGNA STAMPA

20 GIUGNO 2004
JEAN CANTONA
[La lezione di Michel Foucault, a vent'anni esatti dalla scomparsa, sembra oggi più che mai attuale
Contro tutte le forme di potere
«Formidabile contenitore di strumenti per capire la nostra società»

S ono passati già 20 anni dalla morte del filosofo Michel Foucault, avvenuta il 25 giugno 1984, a 58 anni anni, ma la sua opera resta «un formidabile contenitore di strumenti per capire la nostra società». Il giudizio è del quotidiano francese Liberation, che dedicava ieri all'autore di «Le parole e le cose» un supplemento speciale di 12 pagine, ricordandolo come una «grande figura intellettuale degli anni 60 e 70 in lotta permanente contro tutte le forme di potere». Foucault insegnò al College de France Storia dei sistemi di pensiero (parlava in aule stracolme di studenti) e all'università californiana di Berkeley. Autore, fra l'altro, di «Storia della follia nell'età classica», «Nascita della clinica», «Io, Pierre Riviere», «Sorvegliare e punire, nascita della prigione», «Storia della sessualità», Foucault era – scrive il quotidiano – «un audace filosofo che ha lasciato un lavoro incompleto ma aperto». Secondo Liberation «non c'è alcun dubbio che la sua opera sia già da ritenere come classica». Ma il suo lavoro – osserva ancora il quotidiano, cui l' intellettuale era molto vicino – «non riguarda solo la filosofia, ma tocca tutte le scienze umane: storia, psicanalisi, psichiatria, diritto, sociologia, antropologia, ecc.». Nel supplemento di Liberation è contenuta anche un'intervista inedita, del 1996, del sociologo Daniel Defert, l'uomo che è stato per più di 20 anni il suo compagno. Nell'intervista Defert racconta le condizioni della morte del filosofo, «una morte circondata da menzogne e malintesi», che lo ha spinto a creare nel 1984 l'associazione per la lotta all'Aids «Aides». «Sul bollettino dell'ospedale – racconta fra l'altro Defert – vedo scritto “Causa della morte: Aids”. È così che l'ho appreso». Il supplemento di Liberation, titolato «Il fuoco Foucault», contiene una serie di articoli che ricordano la figura e l'opera del filosofo, ma anche anche delle foto che lo ritraggono mentre insegna al College de France o mentre studia nella sua biblioteca o quando con Jean Paul Sartre – attorniati da studenti – annuncia la creazione del Gruppo d'informazione sulle prigioni.

 

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