![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 9 GIUGNO 2004 |
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La linee guida
della commissione ministeriale per l’applicazione della legge dopo le polemiche
sulle coppie a rischio
“No” all’impianto dell’ovulo malato
Non sarà obbligatorio l’impianto di embrioni
malformati nell’utero della donna e nel caso si ottengano tre embrioni, uno
potrà essere congelato in vista di un successivo impianto. La commissione di
esperti, interpellata dal ministero della Salute, ha chiarito nelle ”linee
guida” alcuni passaggi della contestata legge sulla procreazione assistita dopo
le aspre battaglie tra laici e cattolici e le polemiche per la sua applicazione
sulle coppie a rischio. Ora tali integrazioni, definite ieri dopo tre mesi di
lavoro, verranno esaminate dall’Istituto superiore di Sanità, poi dal Consiglio
superiore di Sanità e finalmente consegnate nelle mani del ministro Sirchia in
modo che, a partire da settembre, i medici potranno avere a disposizione
riferimenti operativi certi. Ecco i ritocchi approvati a maggioranza dalla
commissione di esperti composta in massima parte da medici e giuristi.
Embrioni anomali . La coppia può decidere di non impiantarli (verranno
congelati in attesa di nuove terapie). Come fare a scoprire l’anomalia?
Attraverso un’analisi morfologica, al microscopio, dell’embrione. Rimane quindi
vietata l’indagine genetica sull’embrione. «Essa aprirebbe la strada
all’eugenetica dice uno dei membri della commissione, Francesco D’Agostino,
presidente della Consulta Nazionale di Bioetica che precisa di parlare a titolo
squisitamente personale cioè alla possibilità di scegliere alcune
caratteristiche del figlio, a cominciare dal sesso. E’ quello che sta
succedendo in Cina: si sono registrati nell’ultima generazione sei milioni di
maschi in più rispetto a quella precedente, con gravi squilibri per il futuro».
La legge non consente quindi alla coppia con malattie genetiche, che per
accedere alla fecondazione assistita deve essere comunque affetta da sterilità,
di selezionare artificialmente la propria prole.
Possibile congelare un embrione su tre . E’ una novità rispetto alle
prime letture della legge. Se in laboratorio si ottengono tre embrioni, uno può
essere congelato a mo’ di “riserva”. Così, se l’impianto dei primi due non
dovesse produrre gli effetti desiderati, si avrebbe un’altra chance prima
di ricominciare tutto daccapo. Il bombardamento di ormoni per stimolare la
produzione di cellule uovo certamente non è salutare per la donna. Questo
punto, ha osservato un altro membro della commissione, il ginecologo Carlo
Flamigni «va chiaramente contro lo spirito della legge».
La dichiarazione di sterilità. Il medico dovrà fare tutti i controlli
sulla coppia per capire l’origine della sterilità in modo da tentare di
guarirla prima di arrivare alla procreazione artificiale. Nel caso di coppie
idiopatiche, senza figli nonostante nessuna forma di sterilità accertata, il
medico deve fidarsi della buona fede degli aspiranti genitori.
La congelazione degli ootidi . L’ootide è l'ovocita già fecondato dallo
spermatozoo ma nel quale i nuclei non si sono ancora fusi (e di conseguenza non
è ancora avvenuta la combinazione dei geni). Non essendo ancora un embrione
potrebbe essere congelato senza violare la legge e funzionare da “riserva” nel
caso gli impianti legittimi non andassero a buon fine. Ma essendo una procedura
nuova, dagli effetti incerti, la commissione ha preferito non pronunciarsi.