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Qualcuno si sarà sorpreso
di scorgere sui muri di Napoli, nelle vicinanze delle sedi universitarie, un
grande manifesto rosso fiammeggiante con il profilo di Marx... Non è
l’annuncio di un’assemblea di studenti come avveniva negli anni della
contestazione, benché le università siano di nuovo oggi in stato di
agitazione, ma l’annuncio di un convegno scientifico, organizzato unendo
vichianamente rigore filologico e riflessione filosofica, con la
partecipazione di studiosi provenienti da tutto il mondo (Giappone, Cina e
America Latina inclusi).
Il convegno - in programma a Napoli da domani al 3 aprile presso il Suor
Orsola Benincasa - vede coinvolti nella sua promozione un arco ampio di
istituzioni accademiche e culturali (Federico II, l’Orientale, l’Università
di Bari, l’Istituto studi filosofici, l’Istituto di studi latino-americani,
riviste e centri culturali), con il patrocinio di Comune, Provincia e
Regione.
Marx è ormai un classico del pensiero: caduti i muri e i regimi dietro di
essi, è possibile riconoscere invece che Marx quale pensatore critico non è
morto e che la sua critica della società che è ancora quella in cui viviamo è
più che mai attuale e va studiata, indagata, misurata ed eventualmente
contestata e discussa innanzitutto sul terreno del pensiero. Da qualche anno,
del resto, gli osservatori più attenti si sono accorti di un nuovo interesse
per lo studio di Marx in diverse parti del mondo. Inoltre, mentre molti
intellettuali cresciuti nelle scuole di partito o negli istituti statali di
marxismo leninismo di affrettavano a cambiare interessi e identità, in
America Latina dedicavano allo studio di Marx studiosi liberi da
preoccupazioni di ortodossia, come ad esempio esponenti della teologia e
della filosofia della liberazione: dai brasiliani fratelli Boff al peruviano
Gustavo Gutierrez, a Enrique Dussel, argentino ma docente in Messico, autore
di una vasta e innovativa trilogia su quello che egli ha chiamato «Un Marx
sconosciuto».
Può forse sembrare un paradosso, eppure Marx resta in effetti un autore
ancora in buona misura sconosciuto e inedito, se si considera la grande
quantità di manoscritti che egli ha lasciato, molti dei quali costituiti da
estratti e annotazioni dai libri che era solito fare durante i suoi studi. A
questi si deve aggiungere l’imponente corrispondenza che, nel corso di tutta
la vita, Marx tenne con Engels e con altri interlocutori (14.000 lettere
ritrovate). Inoltre, una delle caratteristiche principali della sua opera è
l’incompiutezza: anche tale aspetto contribuisce a fare dell’eredità marxiana
un cantiere aperto di teoria critica.
L’edizione storico-critica delle opere complete di Marx ed Engels, le cui
pubblicazioni sono iniziate nel 1975, è stata interrotta in seguito agli
avvenimenti del 1989. Ma già nel 1990 è nata una fondazione internazionale,
che coinvolge tre istituzioni scientifiche (olandese, tedesca e russa), il
cui scopo è quello di completare l’impresa. Dei 122 volumi previsti ne sono
stati finora editi 56. Partecipano a quest’impresa studiosi che operano in Germania,
Russia, Francia, Olanda, Danimarca, Italia, Usa, Giappone. Alcuni di essi si
incontreranno a Napoli in questo convegno, nel solco delle iniziative che
hanno reso la città una delle capitali internazionali degli studi filosofici.
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