RASSEGNA STAMPA

11 DICEMBRE 2003
ANGELA AZZARO
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Intervista a Demetrio Neri, docente di Bioetica all'Università di Messina

«Oscurantismo contro le conquiste degli ultimi trent'anni»

 

 

«Ripugnante sul piano morale. Arriva all'assurdo di tutelare la salute del concepito ma non del bambino che nasce, non la salute della donna». Demetrio Neri, titolare della prima cattedra di bioetica in Italia presso l'Università di Messina, non ha timore di usare parole dure per condannare la legge sulla fecondazione assistita. «La più oscurantista che l'Italia abbia prodotto nella storia repubblicana». Neri, che fa anche parte del Comitato nazionale di bioetica e co-dirige con Maurizio Mori la rivista Bioetica, è tra i firmatari, con Rita Levi Montalcini e Tullia Zevi, di un appello che definisce la normativa «immorale e inaccettabile».


Da quale valutazione nasce un giudizio così severo?

Su un piano generale, la legge che sta per licenziare il Senato è un atto contro quegli spazi di libertà che in Italia sono stati conquistati negli ultimi venti, trent'anni. Si sta sviluppando una cultura che rende i cittadini eterni minori, incapaci di assumersi responsabilità. La cosa più grave è che questo stia avvenendo con l'avallo della Margherita e di Rutelli. Questa legge non regolamenta nulla, non raggiunge lo scopo per cui è nata, ma è solo il frutto di un gioco politico.


Entrata in vigore quali conseguenze andrà a determinare?

Sul piano della salute, se applicata, produrrà casi di "cattiva medicina". Il ginecologo per essere fedele al suo codice deontologico dovrà disapplicare la legge, che altrimenti lo costringerebbe a standard nettamente inferiori a quelli già conosciuti e usati a livello internazionale, rispetto ai quali è responsabile in prima persona. E' l'ennesima assurdità delle norme approvate.


Sul piano della cultura giuridica?

E' evidente che la maggioranza e la parte della Margherita che sostiene la legge stanno firmando cambiali in bianco da presentare alle gerarchie cattoliche al momento del voto. L'impianto complessivo delle norme scritte non interessa, da qui tante incongruenze e assurdità. Quello che interessa davvero è l'articolo 1 che stabilisce i diritti del concepito. Il prossimo passo sarà la riscrittura dell'articolo 1 del Codice civile - «I diritti che la legge riconosce a favore del concepito sono subordinati all'evento della nascita» - un vecchio progetto sostenuto da Carlo Casini del Movimento per la vita e avvallato da intellettuali di sinistra come Giuliano Amato. E' questo il grimaldello che verrà usato per attaccare la legge 194 sull'interruzione di gravidanza.


La ricerca scientifica si salva da tanto oscurantismo?

Assolutamente no. Faccio un esempio: la ricerca sulle cellule staminali. All'articolo 13 prima si vieta - al comma 1 - «qualsiasi sperimentazione su ciascun embrione umano», al comma 2 si dice «che la ricerca clinica e sperimentale su ciascun embrione umano è consentita a condizioni che si perseguano finalità esclusivamente terapeutiche e diagnostiche». Una contraddizione forte che di fatto spingerebbe la scienza italiana a rifarsi allo sviluppo della ricerca negli altri paesi, visto che, applicare il comma 2, non è possibile senza poter ricorrere a una sperimentazione più ampia.


Che fare?

Non c'è altra strada: bisogna subito mobilitarsi per indire un referendum. Per un verso sono preoccupato della capacità di presa che le nostre argomentazioni possano avere con i cittadini. Sono però convinto che il paese è più avanti del legislatore e che si debba organizzare un vero «porta a porta», non come quello di Vespa, per spiegare a tutti qual è la posta in gioco. Lo facemmo con il Pci per il divorzio e l'aborto scoprendo un paese molto più aperto di quanto immaginavano anche alcuni nostri dirigenti. Già ora, parlando con le persone, si capisce che non hanno un giudizio negativo sulla fecondazione. Sono molte le coppie di cattolici che ne hanno potuto usufruire e che non la vivono in contraddizione con i loro convincimenti etici.


 
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