RASSEGNA STAMPA

7 DICEMBRE 2003
FEDERICA FLORIAN
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Una nuova strada per la procreazione assistita

 

 

 

Dal convegno medico sulla riproduzione assistita una proposta di mediazione: il congelamento degli ovociti. Un approccio critico - ma al contempo propositivo - nei confronti della nuova legge sulla procreazione medicalmente assistita, in discussione al Senato, ha caratterizzato il convegno "Giornate di aggiornamento in medicina della riproduzione", tenutosi al centro congressi "Villa Fiorita" di Monastier (Treviso) e organizzato da Tecnobios Procreazione di Bologna. L'anno scorso in Italia 7.500 bambini (l'1,3% dei nati) hanno visto la luce grazie a queste metodologie. Spesso fanno ricorso a tali trattamenti coppie giovani che, attraverso la medicina, cercano di supplire a problematiche procreative naturali, non senza porsi domande di ordine morale.

Carlo Flamigni, dell'Università di Bologna e membro del Comitato di Bioetica, sottolineando che «la legge in discussione non tiene conto di molti elementi, tra cui il fatto che la sterilità è una malattia e che il concetto di genitorialità sta evolvendo verso nuovi orizzonti», ha lanciato un appello in materia di procreazione assistita, che potrebbe mettere d'accordo anime laiche e religiose, scienziati e politici: «Lasciateci continuare a sperimentare una nuova strada, cioé il congelamento degli ovociti, che potrebbe offrire una valida alternativa al congelamento degli embrioni. Gli ovociti sono cellule, come gli spermatozoi, quindi non vi sarebbero ragioni per considerare eticamente discutibile la loro conservazione». Ad oggi sono 70 i bimbi, tutti sani, nati con questa nuova tecnica.

Sullo sfondo scientifico del convegno, ha spiegato Andrea Borini, responsabile clinico del centro di medicina della riproduzione Tecnobios di Bologna e presidente di Cecos Italia, «è apparso spesso ed inevitabilmente il disegno di legge 1514, la più restrittiva in Europa. Se verrà approvata così com'è, le simulazioni condotte da noi di Tecnobios ci dicono che le nascite con procreazione assistita dimezzeranno in Italia (poiché di fatto viene vietata l'inseminazione di più di tre ovociti, quando oggi in media se ne inseminano una dozzina), il 30% delle coppie italiane infertili sarà costretto ad andare all'estero, ed aumenterà il ricorso all'aborto terapeutico». La nuova legge, obbligando al trasferimento nell'utero di tutti gli embrioni ottenuti dall'inseminazione, «favorirà le gravidanze multiple - specie in pazienti giovani - aumentando così il rischio di danni neonatali». E ancora: «La legge, proibendo il congelamento degli embrioni, cancella la possibilità di quel 20% di gravidanze in più ottenute oggi da embrioni conservati con la tecnica del freddo».

 

 

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