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Il nodo della fecondazione assistita
tra etica, morale e diritti
Dove comincia la vita? L'embrione scatena lo scontro politico
Etica, morale, diritti: il voto del Parlamento sulla
legge che regolamenta la fecondazione assistita non ha solo una valenza
politica ma investe ben più ampie questioni di natura culturale e sociale.
Così una volta tanto i problemi di coscienza, in base ai quali si sta
orientando il voto delle Camere, corrispondono ad una stessa inquietudine
nella società civile. Laici e cattolici: ad un primo sguardo le divisioni
sono ancora queste, e tuttavia la questione è assai più complessa. Intanto
perché lo sviluppo straordinario delle tecnologie applicate alla scienza
medica ha aperto un intenso dibattito in tutto il mondo occidentale: non a
caso nei Paesi europei esistono già leggi che, con una minore o maggiore
tolleranza, regolamentano le tecniche di fecondazione assistita. Il nodo
vero è però di natura etica: l'embrione è diventato un oggetto di scontro
politico. L'embrione, ovvero il principio della vita. Ma appunto: quando
comincia la vita? Nel sentimento e nella proposta morale cristiana, la vita
va salvaguardata in tutto il suo percorso. La riflessione portata avanti in
questi anni sui temi della bioetica da parte della Chiesa e della cultura
cattolica tende infatti ad affrontare complessivamente tutta una serie di
questioni: la fecondazione assistita o artificiale, l'eutanasia, l'aborto,
la clonazione dell'essere umano e quella terapeutica. In questo senso c'è
un unico filo conduttore: si chiede la limitazione della ricerca sulle
cellule embrionali, il divieto della loro produzione per la sperimentazione
scientifica, la difesa della vita fin dal suo primo apparire. E se sulla
clonazione umana si è creato a livello mondiale un fronte contrario che
comprende laici, cattolici e credenti di altre fedi (si prefigura in questo
caso il diritto dell'essere umano a non essere predeterminato ma ad avere
un proprio libero destino), sulle altre questioni il dibattito ferve. Da
parte laica per esempio si dice sì alla ricerca anche sulle cellule
embrionali.
Sul nodo della fecondazione assistita i cattolici parlano di diritti del
nascituro e da parte laica si preferisce mettere l'accento sul diritto
della donna e della coppia ad avere un figlio. Così, ancora, alcuni settori
laici sono favorevoli ad estendere l'accesso alla fecondazione assistita
anche ai «single». In prospettiva si delinea allora un'idea diversa di
nucleo familiare. Il fronte cattolico individua infatti fra i diritti del
nascituro anche quello ad avere una famiglia naturale, cioè formata da una
coppia, preferibilmente sposata. La questione dunque riguarda aspetti
fondamentali della vita civile: dalla concezione della vita a quella della
famiglia.
Due fatti nuovi hanno dato rilevanza al dibattito negli ultimi anni: gli
straordinari progressi scientifici a partire dalla decifrazione del Dna e
il processo di secolarizzazione delle società occidentali. Ma è proprio da
qui che è nata l'esigenza – condivisa da cattolici e laici – di dare un
profilo etico a una materia tanto delicata quanto colma di implicazioni per
il futuro; il rischio è quello di una deregolamentazione che apra le porte
a forme di sfruttamento inedite e terribili del materiale genetico e quindi
dell'essere umano. Si profila così l'esigenza di definire nuove categorie
di diritti che valgano per tutti i soggetti coinvolti. E qui si accende
anche lo scontro fra culture e sensibilità diverse: le concezioni fondanti
della natura e della specie umana infatti si devono incontrare con la
realizzazione storica e legislativa dei diritti della persona.
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