RASSEGNA STAMPA

5 DICEMBRE 2003
FRANCESCO PELOSO
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Il nodo della fecondazione assistita tra etica, morale e diritti
Dove comincia la vita? L'embrione scatena lo scontro politico
E
tica, morale, diritti: il voto del Parlamento sulla legge che regolamenta la fecondazione assistita non ha solo una valenza politica ma investe ben più ampie questioni di natura culturale e sociale. Così una volta tanto i problemi di coscienza, in base ai quali si sta orientando il voto delle Camere, corrispondono ad una stessa inquietudine nella società civile. Laici e cattolici: ad un primo sguardo le divisioni sono ancora queste, e tuttavia la questione è assai più complessa. Intanto perché lo sviluppo straordinario delle tecnologie applicate alla scienza medica ha aperto un intenso dibattito in tutto il mondo occidentale: non a caso nei Paesi europei esistono già leggi che, con una minore o maggiore tolleranza, regolamentano le tecniche di fecondazione assistita. Il nodo vero è però di natura etica: l'embrione è diventato un oggetto di scontro politico. L'embrione, ovvero il principio della vita. Ma appunto: quando comincia la vita? Nel sentimento e nella proposta morale cristiana, la vita va salvaguardata in tutto il suo percorso. La riflessione portata avanti in questi anni sui temi della bioetica da parte della Chiesa e della cultura cattolica tende infatti ad affrontare complessivamente tutta una serie di questioni: la fecondazione assistita o artificiale, l'eutanasia, l'aborto, la clonazione dell'essere umano e quella terapeutica. In questo senso c'è un unico filo conduttore: si chiede la limitazione della ricerca sulle cellule embrionali, il divieto della loro produzione per la sperimentazione scientifica, la difesa della vita fin dal suo primo apparire. E se sulla clonazione umana si è creato a livello mondiale un fronte contrario che comprende laici, cattolici e credenti di altre fedi (si prefigura in questo caso il diritto dell'essere umano a non essere predeterminato ma ad avere un proprio libero destino), sulle altre questioni il dibattito ferve. Da parte laica per esempio si dice sì alla ricerca anche sulle cellule embrionali.
Sul nodo della fecondazione assistita i cattolici parlano di diritti del nascituro e da parte laica si preferisce mettere l'accento sul diritto della donna e della coppia ad avere un figlio. Così, ancora, alcuni settori laici sono favorevoli ad estendere l'accesso alla fecondazione assistita anche ai «single». In prospettiva si delinea allora un'idea diversa di nucleo familiare. Il fronte cattolico individua infatti fra i diritti del nascituro anche quello ad avere una famiglia naturale, cioè formata da una coppia, preferibilmente sposata. La questione dunque riguarda aspetti fondamentali della vita civile: dalla concezione della vita a quella della famiglia.
Due fatti nuovi hanno dato rilevanza al dibattito negli ultimi anni: gli straordinari progressi scientifici a partire dalla decifrazione del Dna e il processo di secolarizzazione delle società occidentali. Ma è proprio da qui che è nata l'esigenza – condivisa da cattolici e laici – di dare un profilo etico a una materia tanto delicata quanto colma di implicazioni per il futuro; il rischio è quello di una deregolamentazione che apra le porte a forme di sfruttamento inedite e terribili del materiale genetico e quindi dell'essere umano. Si profila così l'esigenza di definire nuove categorie di diritti che valgano per tutti i soggetti coinvolti. E qui si accende anche lo scontro fra culture e sensibilità diverse: le concezioni fondanti della natura e della specie umana infatti si devono incontrare con la realizzazione storica e legislativa dei diritti della persona.

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