RASSEGNA STAMPA

28 NOVEMBRE 2003
editoriale
[«Dal testamento biologico non siano esclusi i casi limite»

Dal Testamento biologico non siano esclusi i casi “limite” che sono, poi, anche quelli più drammatici: «Chiederò che nel Testamento si preveda che il paziente possa pronunciarsi anche in merito alla possibilità di alimentazione artificiale e idratazione». Il bioeticista Demetrio Neri, membro del Comitato nazionale di bioetica (Cnb), non ha dubbi in merito: avanzerà la richiesta oggi, quando il Cnb si riunirà per esaminare e votare la proposta sul “Living Will” o, appunto, Testamento biologico.
I casi più “spinosi” - vale a dire quelli relativi a situazioni di coma vegetativo persistente, alimentazione artificiale e idratazione - sarebbero infatti, secondo le anticipazioni circolate, esclusi dal Testamento biologico. Le volontà in vita sarebbero così limitate alla possibilità di chiedere la sospensione delle sole terapie o degli interventi chirurgici giudicati inutili ai fini della sopravvivenza del paziente. Ma Neri precisa: «Sui trattamenti di alimentazione e idratazione artificiali è ancora necessario discutere e non si può dare per scontato che siano esclusi dal Testamento biologico». Quanto alla condizione di coma vegetativo persistente, Neri ha affermato che la questione non è in discussione ma che il Cnb si pronuncerà prossimamente con un documento specifico. A regime, tuttavia, ha commentato, «penso che anche su questo l'individuo abbia il diritto di pronunciarsi nell'ambito del Testamento biologico».
Una materia sulla quale il Comitato risulta comunque diviso. Netta la posizione del bioeticista: «Credo - ha affermato - che sarebbe un documento a metà quello che escludesse la possibilità per il paziente di pronunciarsi su situazioni limite quali il coma vegetativo e l'alimentazione artificiale. A cosa servirebbe infatti un testamento biologico se poi, di fronte a tali casi, che sono i più drammatici, risultasse un'arma spuntata? Il paziente ha diritto di decidere in merito a tali trattamenti ed anche per un'eventuale situazione di coma vegetativo. L'autonomia decisionale dell'individuo - ha aggiunto - va estesa anche a questi casi».

 

 

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