![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 12 NOVEMBRE 2003 |
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Ci sono delle condizioni: bisogna sempre
conservare le specie tradizionali, la biodiversità
Sgreccia: leciti se giovano all'uomo ma
occorre un'informazione trasparente
Il
punto di riferimento deve essere sempre lo stesso. Perché se è vero che in
"tutta l'ingegneria genetica, anche quella che si fa sull'uomo, c'è la
speranza di poter portare dei miglioramenti", se non c'è "il governo
dell'etica, delle norme etiche, quello che è un vantaggio in sé può diventare
alla fine una minaccia".
Lo ha
detto ieri in un'intervista alla Radio Vaticana il presidente della pontificia
Accademia per la Vita, monsignor Elio Sgreccia. Interrogato sulle questioni
relative alla produzione di organismi geneticamente modificati, tema sul quale
è in corso un seminario di studi che oggi sarà concluso dallo stesso Sgreccia,
il presule ha sottolineato che ormai "è diventato intrinseco il legame tra
il progresso scientifico, lo sviluppo dei popoli e l'etica".
"Dal
punto di vista bioetico - ha spiegato - la responsabilità dell'uomo consente di
modificare gli organismi viventi, le piante, gli animali, per utilità dell'uomo
stesso. Oggi, per esempio, abbiamo la possibilità di inserire nel riso, che è
povero di vitamine e provoca delle malattie nelle popolazioni che si nutrono
prevalentemente di riso, un gene che porta più vitamine", e "non si
vede perché questo non si possa fare: se giova all'uomo, se va nel senso della
salute e del bene dell'umanità".
Ci sono
tuttavia "delle condizioni: noi diciamo - ha detto Sgreccia - che
modificando questi prodotti prima di metterli in commercio si deve verificare
se non comportano rischi per la salute. Quando c'è un criterio per verificare
il rischio e c'è una possibilità di governare quel tanto di rischio che rimane,
allora c'è la possibilità di realizzare questi prodotti modificati, c'è la
liceità".
In ogni
caso, ha ancora insistito, dev'esserci "comunque" una informazione
"trasparente" ad accompagnare tali prodotti. Infatti "il
pubblico deve sapere quale è il prodotto manipolato e quello che non lo
è". Un'altra norma dev'essere "di conservare le specie tradizionali,
cioè la biodiversità".