RASSEGNA STAMPA

9 SETTEMBRE 2003
CARLO FORMENTI
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Rheingold, guru delle tecnologie mobili, crede in un futuro libertario dei nuovi media

Arrivano i «mobs», tempi duri per il potere

A tre anni dall'inizio della crisi che ha colpito la Net Economy, pochi osano ancora parlare della «rivoluzione» di Internet. Fra questi c'è Howard Rheingold, cofondatore della rivista HotWired e uno dei più noti studiosi di new media, grazie al suo libro sulle comunità virtuali pubblicato all'inizio degli anni '90. Basta osservare il presente con gli occhiali della storia, per capire che siamo solo all'inizio del più radicale processo di trasformazione che la civiltà abbia subito dai tempi dell'invenzione della stampa: questa la tesi che Rheingold difende nel suo nuovo libro, Smart mobs , da oggi in libreria. Mobs significa folle, ma è anche contrazione di «mobiles», termine che si riferisce alle tecnologie (cellulari, palmari, schede Wi-fi, ecc.) che consentono di connettersi a Internet senza fili: dispositivi che diventano «intelligenti» (smart) a mano a mano che individui e comunità se ne appropriano per sperimentare inedite forme di azione collettiva dal basso. Ma tornare a parlare di rivoluzione, nel momento in cui governi e corporation hanno saldamente ripreso in mano il controllo di Internet, non vuol dire peccare di ottimismo? «Più che di ottimismo - ribatte Rheingold - parlerei di speranza. Gli esseri umani sono sempre riusciti a sfruttare l'innovazione per migliorare le proprie condizioni di vita, e ciò è sempre avvenuto sottraendo alle élite il monopolio delle conoscenze - e quindi del potere politico ed economico - per diffonderle fra un numero più ampio di persone. Né serve che un nuovo media venga progettato a tale scopo: Gutenberg ha inventato la stampa per fare soldi, così come Internet è stata inventata per scopi militari, ma poi la gente ha usato entrambe le invenzioni per comunicare, socializzare, cooperare, spartire conoscenze, ecc. Ecco perché spero che, grazie al diffondersi delle tecnologie di connessione mobili, che saranno più potenti e facili da usare delle tecnologie attuali, possa nascere un nuovo media in grado di rilanciare il processo di democratizzazione già avviato da Internet. Ma occorre prima che la gente esplori tutte le opportunità che il mezzo è in grado di offrire».
Fra queste opportunità c'è lo scambio illegale di file musicali che provoca dure reazioni da parte di governi e industria culturale: così la rivoluzione non finirà prima ancora di iniziare? «Si parla troppo degli aspetti legali del fenomeno Napster. Io credo che conti di più il fatto che 70 milioni di persone abbiano imparato a condividere le informazioni contenute nei loro Pc, così come altri due milioni stanno mettendo in comune la potenza di calcolo dei loro computer per contribuire alla ricerca di eventuali forme di vita nel cosmo. Che succederà quando a condividere dati e potenza di calcolo saranno miliardi di macchine, ancora più potenti di quelle attuali: le possibilità sono illimitate, sempre che leggi sul copyright e interessi economici non frenino il processo».



Il libro: Howard Rheingold, «Smart mobs. Tecnologie senza fili, la rivoluzione sociale prossima ventura», Raffaello Cortina Editore, pagg. 372, 24,50

 

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