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Di grande
interesse, ma da verificare, l’esperimento sulle staminali effettuato in
Cina
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Cellule di uomo-coniglio contro
infarto e Alzheimer
Il Washington Post ci
rimbalza una notizia scientifica sulla produzione di cellule di un ibrido
uomo-coniglio. Una rivista di Shangai ha pubblicato un lavoro sullo sviluppo
di cellule nate dalla fusione di un nucleo di una cellula umana con una
cellula-uovo di coniglio dalla quale era stato eliminato il nucleo. La
cellula così ottenuta ha un corredo cromosomico umano immerso in un succo
cellulare di coniglio che verosimilmente conterrà anche geni mitocondriali di
coniglio. L’esperimento è stato condotto partendo da cellule umane di almeno
quattro tipi diversi e un certo numero di queste cellule ibride si sono
sviluppate fino a produrre in vitro un embrione precoce di 12-13 giorni. Seguendo
le regole della legislazione cinese, l’esperimento è stato interrotto a
questo punto.
Lo scopo dichiarato dagli autori è quello di contribuire alla produzione di
cellule staminali umane efficaci e abbondanti.
Che cosa c’è di nuovo in questo esperimento, i cui dettagli tecnici non sono,
per altro, ancora ben noti? Erano già stati fatti altri tentativi di fondere
nuclei di una specie con cellule-uovo di un’altra, ma se ne hanno notizie
solo indirette. Non credo siano stati molti i tentativi fatti utilizzando
nuclei di cellule umane, ma direi che fino ad ora non erano riusciti. Questa
quindi sarebbe la prima volta e condotta a quanto pare con una buona
percentuale di successi. Se fosse tutto vero, quali prospettive aprirebbe
questo ennesimo tentativo di produrre cellule staminali umane da utilizzare
per riparare danni grandi e piccoli in tessuti e organi del nostro corpo? Secondo
le conoscenze correnti, le cellule così prodotte dovrebbero essere
essenzialmente umane, ma la cosa va verificata a fondo. Anche per questo, per
ora, mi è difficile entrare nell’aspetto etico della questione. Se si
tratterà di cellule umane, si potranno comunque intanto fare considerazioni
di carattere quantitativo e qualitativo.
Dal punto di vista quantitativo, non c’e dubbio che si disporrebbe così di una
fonte molto abbondante e quasi illimitata di cellule. Gli autori esprimono
poi la convinzione che le cellule staminali così ottenute dovrebbero essere
veramente efficienti, cioè totipotenti.
Non danno dati in proposito, ma certo un nucleo che è riuscito a
riprogrammarsi fino a dar luogo ad un embrione partendo da una cellula-uovo
di coniglio, dovrebbe aver cancellato dai suoi geni ogni impedimento a farsi
«rieducare» e a fornire cellule buone per dar vita a ogni tipo di tessuto. Cellule
utili a riparare i danni di incidenti e a curare malattie degenerative come
l’infarto, l’Alzheimer o i vari tipi di lesione del midollo osseo.
Molti i commenti alla notizia. Tra questi spicca quello - estremamente
positivo - di Doug Melton, uno che di cellule staminali e di riprogrammazione
genica se ne intende. Sono diversi anni che ha abbandonato le precedenti
sfolgoranti ricerche per dedicarsi alla produzione di cellule nuove per il
pancreas di bambini affetti da vari tipi di diabete infantile, tra i quali
suo figlio.
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