RASSEGNA STAMPA

15 AGOSTO 2003
EDOARDO BONCINELLI
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Di grande interesse, ma da verificare, l’esperimento sulle staminali effettuato in Cina

Cellule di uomo-coniglio contro infarto e Alzheimer

Il Washington Post ci rimbalza una notizia scientifica sulla produzione di cellule di un ibrido uomo-coniglio. Una rivista di Shangai ha pubblicato un lavoro sullo sviluppo di cellule nate dalla fusione di un nucleo di una cellula umana con una cellula-uovo di coniglio dalla quale era stato eliminato il nucleo. La cellula così ottenuta ha un corredo cromosomico umano immerso in un succo cellulare di coniglio che verosimilmente conterrà anche geni mitocondriali di coniglio. L’esperimento è stato condotto partendo da cellule umane di almeno quattro tipi diversi e un certo numero di queste cellule ibride si sono sviluppate fino a produrre in vitro un embrione precoce di 12-13 giorni. Seguendo le regole della legislazione cinese, l’esperimento è stato interrotto a questo punto.
Lo scopo dichiarato dagli autori è quello di contribuire alla produzione di cellule staminali umane efficaci e abbondanti.
Che cosa c’è di nuovo in questo esperimento, i cui dettagli tecnici non sono, per altro, ancora ben noti? Erano già stati fatti altri tentativi di fondere nuclei di una specie con cellule-uovo di un’altra, ma se ne hanno notizie solo indirette. Non credo siano stati molti i tentativi fatti utilizzando nuclei di cellule umane, ma direi che fino ad ora non erano riusciti. Questa quindi sarebbe la prima volta e condotta a quanto pare con una buona percentuale di successi. Se fosse tutto vero, quali prospettive aprirebbe questo ennesimo tentativo di produrre cellule staminali umane da utilizzare per riparare danni grandi e piccoli in tessuti e organi del nostro corpo? Secondo le conoscenze correnti, le cellule così prodotte dovrebbero essere essenzialmente umane, ma la cosa va verificata a fondo. Anche per questo, per ora, mi è difficile entrare nell’aspetto etico della questione. Se si tratterà di cellule umane, si potranno comunque intanto fare considerazioni di carattere quantitativo e qualitativo.
Dal punto di vista quantitativo, non c’e dubbio che si disporrebbe così di una fonte molto abbondante e quasi illimitata di cellule. Gli autori esprimono poi la convinzione che le cellule staminali così ottenute dovrebbero essere veramente efficienti, cioè totipotenti.
Non danno dati in proposito, ma certo un nucleo che è riuscito a riprogrammarsi fino a dar luogo ad un embrione partendo da una cellula-uovo di coniglio, dovrebbe aver cancellato dai suoi geni ogni impedimento a farsi «rieducare» e a fornire cellule buone per dar vita a ogni tipo di tessuto. Cellule utili a riparare i danni di incidenti e a curare malattie degenerative come l’infarto, l’Alzheimer o i vari tipi di lesione del midollo osseo.
Molti i commenti alla notizia. Tra questi spicca quello - estremamente positivo - di Doug Melton, uno che di cellule staminali e di riprogrammazione genica se ne intende. Sono diversi anni che ha abbandonato le precedenti sfolgoranti ricerche per dedicarsi alla produzione di cellule nuove per il pancreas di bambini affetti da vari tipi di diabete infantile, tra i quali suo figlio.

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