![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 10 AGOSTO 2003 |
|
Schopenhauer:
Non occorre essere esperti nella recente
scienza del «paratesto» per sapere quanto siano sornioni certi titoli e quanto
possano influire sul successo di un libro. Tale è apparentemente il caso dei
trattatelli filosofici di Schopenhauer intitolati nell'originale Eudemonologia
, Trattato sull'onore , Dialettica eristica e pubblicati negli ultimi anni da
Adelphi rispettivamente con i titoli L'arte di essere felici , L'arte di farsi
rispettare , L'arte di ottenere ragione , tutti balzati subito nelle
classifiche dei libri più venduti. Ma quando l'oggetto di questa piccola
manipolazione è un filosofo della grandezza di Schopenhauer, tanto più se
presentato e curato da uno studioso dell'eccellenza di Franco Volpi, non c'è
che da rallegrarsi dell'iniziativa. Si aggiunga che l'ultimo di questi
manualetti di filosofia pratica, appena mandato in libreria come L'arte di
conoscere se stessi , mutua il titolo originario dalle celebri meditazioni di
Marco Aurelio, Eis Heautón , che difficilmente un editore può tradurre alla
lettera, A se stesso : tanto è vero che anche l'opera dell'imperatore stoico è
nota nella tradizione con il titolo di Ricordi o, meno comunemente, di Colloqui
con se stesso . Blandito dal titolo, il lettore che si avventuri candidamente
tra queste pagine si troverà invece esposto alle staffilate sanguinose e
salutari di una saggezza altera e indiscutibile, ma non priva di ironia e di
humour. Apprenderà che Schopenhauer, dopo aver peccato in giovinezza di una
certa propensione alla socievolezza, che bilanciava la sua nausea dell'umanità,
scelse presto l'isolamento e l'indipendenza della vita intellettuale, dedicando
il minor tempo possibile a «quelle creature che, per la circostanza di avere
due gambe, si sentono legittimate a ritenerci loro simili». Il principio della
saggezza è il timore dell'umanità: il filosofo non sarà dunque un misantropo,
cioè un odiatore degli uomini, bensì uno sprezzatore degli uomini, «giacché ciò
che si odia non lo si disprezza del tutto». In un libro, in un paesaggio, in un
monumento egli troverà motivi di interesse e di piacere incomparabilmente
superiori alla compagnia dei bipedi, mescolanza indiscernibile di cattiveria,
sciocchezza e meschinità.
ARTHUR SCHOPENHAUER
L'arte di conoscere se stessi
ovvero Eis Heautón
Adelphi Editore
pagine 118, 7