![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 27 APRILE 2003 |
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Quali
sono i "sentieri" che dobbiamo seguire per ottenere conoscenza, o
anche solo credenze giustificate? Importante
tanto per la filosofia quanto per la vita pratica, questa domanda risulta
cruciale al fine di comprendere non solo il dibattito tradizionale tra
platonisti, empiristi e fenomenisti, ma anche,
e forse soprattutto, la ricchezza e la diversificazione
dell'epistemologia contemporanea. Lo
sottolinea con la consueta cura l'ultimo volume di Alvin Goldman, filosofo
rigoroso, generoso e creativo che continua a scoprire per l'epistemologia
normativa (individuale e sociale) proficui territori teorico-applicativi,
mettendo a punto analisi filosofiche che si intrecciano con le scienze
cognitive e con le scienze sociali.
Pathways to Knowledge ribadisce
alcuni punti saldi: lá bontà dell'esternismo insieme ai difetti dell'internismo
(le proprietà che conferiscono giustificazione non devono essere
necessariamente accessibili all'agente epistemico); la compatibilità della
conoscenza a priori con un'ottica naturalista (possiamo essere dotati di
processi affidabili per la cognizione logico-matematica); l'unità delle nostre
virtù epistemche quando queste vengono intese come processi atti a promuovere
valori epistemici.
L'esplorazione
della legge della significatività dei metodi privati e pubblici di ottenere
conoscenza viene approfondita anche grazie alla difesa di questioni
controverse, quali l'appello all'intuizione nell'ambito della conoscenza
filosofica e all'introspezione nell'ambito della conoscenza scientifica. Ricorrendo alle scienze cognitive, si può
facilmente costruire l'intuizione in modo da renderla capace di costituire
un'evidenza adeguata per le teorie filosofiche. Il discorso sull'íntrospezione è invece più spinoso. Osteggiata in passato - in quanto processo privato - dal positivismo e dal
comportamentismo, e ancor oggi da molti psicologi e filosofi della scienza,
l'introspezione non piace neanche a quei filosofi della mente che, sulla scia
di Wittgenstein e Ryle, tentano di minimizzare il ruolo del cosiddetto
"accesso privilegiato".
Eppure ci è ora chiaro che, da una parte, le scienze interessate alla
coscienza non possono fare a meno di fondarsi sull'introspezione e, dall'altra,
che un processo privato può rappresentare un sentiero lecito verso la
conoscenza. Deve allora cadere l'imposizione che i metodi scientifici siano di
necessità pubblici o sociali (intersoggettivi), anche se questo è lungi dal
comportare la loro indesiderabilità e irrilevanza per ottenere conoscenze e
credenze giustificate.
Caratterizzato
dalla visione del lavoro epistemico - vi sono esperti in ogni area del sapere -
il mondo contemporaneo conferisce un ruolo di spicco alla conoscenza
sociale. Nell'instancabile messa a
punto di un'epistemologia sociale ottimale (si veda anche il suo Knowledge in a Social World, Oxford
University Press, Oxford e New York 1999), Goldman affronta il problema
impellente di come l'agente epistemico comune possa riporre fiducia
giustificata in un esperto, piuttosto che in un altro. Il problema non è dissociato da quello
relativo ai processi e ai meccanismi per mezzo dei quali le credenze vengono costruite
e trasmesse sul piano sociale; si tratta di processi e meccanismi la cui
indagine, attraverso l'applicazione di modelli tratti dalla biologia e
dall'epidemiologia, deve essere valutata seriamente ancorché criticamente.
Pathways to Knowledge si chiude
con un esame attento della varietà di
approcci all'epistemologia sociale (oggettivismo, relativismo, descrittivismo,
normativismo, costruttivismo, fenomenismo) e ci lascia con due convinzioni:
primo, non esiste un sentiero
privilegiato verso la conoscenza e la giustificazione, bensì un'ampia gamma di
sentieri in cui privato e pubblico s'intersecano; secondo, se è vero che
l'epistemologia deve avvalersi di contributi scientifici, è altrettanto vero
che la scienza non può fare a meno di accurate indagini epistemologiche.
Alvin I. Goldman, «Pathways to Knowledge. Privato and Public», Oxford University Press, Oxford e New York 2002, pagg. 224, £ 27.50.