RASSEGNA STAMPA

19 APRILE 2003
EMANUELE PERUGINI
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La riunione convocata dalla Moratti in vista dell’appuntamento di Bruxelles dove si deciderà sul futuro della ricerca
«No alla sperimentazione sugli embrioni»
Il comitato di Bioetica: «Sono vite a pieno titolo, vietato prelevare le cellule staminali»

«Gli embrioni umani sono vite umane a pieno titolo e come tali devono essere rispettate e protette». È con questa motivazione che il Comitato Nazionale di Bioetica ha espresso "parere negativo" ad una serie di quesiti in materia di ricerca sulle cellule staminali embrionali. La riunione del Comitato era stata convocata dal ministro Letizia Moratti che la prossima settimana dovrà andare a Bruxelles per decidere insieme agli altri ministri europei della ricerca della sospensione a livello europeo della ricerca sulle cellule staminali embrionali. La moratoria era stata infatti decisa per superare l'opposizione di alcuni paesi, Italia, Spagna, Germania ed Irlanda che a causa del capitolo sulle staminali minacciavano di non approvare l'intero pacchetto sulla ricerca dell'Unione Europea, il cosiddetto "VI Programma Quadro" del valore complessivo di oltre 17 miliardi di euro.
Tre le questioni sottoposte dalla Moratti al parere dei bioetici: quella dell'utilizzo di embrioni umani nella ricerca scientifica; quella dell'utilizzo a fini di ricerca di cellule staminali embrionali derivate dopo l'approvazione del VI Programma Quadro e, infine, quella della produzione di cellule staminali da embrioni umani soprannumerari. Ebbene su tutti e tre i quesiti presentati dal ministro il Comitato ha espresso "parere negativo". In pratica il Comitato ha detto al governo che non si può fare nessun tipo di ricerca sulle cellule staminali embrionali, perché questo implica la distruzione degli stessi embrioni che, secondo la maggioranza del comitato di biotetica, "sono vite umane a pieno titolo". La decisione del Comitato è arrivata solo a costo di una profonda spaccatura del comitato stesso che sulla questione ha presentato tre distinte mozioni. La prima, quella di maggioranza che è stata adottata con 26 voti a favore su 42 presenti è stata presentata dai professori Mario Fiori e Adriana Loreti Beghè.
La seconda mozione, quella di minoranza, è stata presentata dal professor Demetrio Neri e ha invece raccolto solo 10 voti. I firmatari di questa mozione tra cui Cinzia Caporale, Carlo Flamigni, Alberto Piazza e Luisella Battaglia, hanno suggerito al governo di autorizzare la ricerca sui cosiddetti embrioni soprannumerari. Si tratta di tutti quegli embrioni che vengono prodotti nell'ambito delle terapie di fecondazione assistita e che vengono conservati nelle banche criogeniche presenti presso gli istituti di ricerca e che sono destinati ad andare distrutti. In Italia, secondo un recente censimento ce ne dovrebbero essere almeno 27mila. Ma nemmeno su questo punto si è riusciti a trovare un accordo. «Questo voto - ha spiegato Maurizio Mori, professore di bioetica all'Università di Torino - condanna l'Italia a restare al palo rispetto alla ricerca in un settore cruciale e tra i più promettenti dal quale si attendono fandamentali risposte per malattie di cui ancora non si dispone di alcuna cura».

 

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