RASSEGNA STAMPA

9 APRILE 2003
ALICE ANDREOLI
[NON SOLO BIOLOGIA
LA PAROLA AL FILOSOFO


Un rapporto complesso quello tra biologia e filosofia. Ne abbiamo parlato con Giovanni Boniolo, docente di Filosofia della Scienza alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Padova.
Professor Boniolo, di recente Watson ha dichiarato in un'intervista che la stupidità è una tara genetica, una malattia. E che nel futuro, una volta chiariti i meccanismi genetici alla base, sarà dovere della scienza intervenire con una terapia genica.
«Si tratta di un'affermazione piuttosto avventata, come quella inerente la cosiddetta scoperta del gene dell'omosessualità. E' innegabile che alcune patologie mentali abbiano basi genetiche, ma la generalizzazione di Watson mi sembra del tutto fallace. D'altronde affermazioni del genere si incontrano spesso leggendo lavori non scientifici di biologi molecolari. Ricordo quando Crick si è impegnato in altrettanto avventate speculazioni filosofeggianti sulla natura della coscienza. Direi di dimenticare il Watson facile generalizzatore o il Crick "filosofo della domenica" e ricordarsi solo di ciò che fecero come biologi mezzo secolo fa. E questo per rispetto della biologia molecolare, ma anche per rispetto dell'intelligenza umana».
Perché si tende a dare credito a questo tipo di dichiarazioni?
«E' una brutta abitudine piuttosto comune. C'è il vizio di riportare commenti di personaggi autorevoli su argomenti che non rientrano nell'ambito delle competenze per le quali sono autorevoli».
Lo stesso dicasi per la bioetica?
«Soprattutto. In fondo le affermazione dilettantesche di Watson e Crick non hanno molte conseguenze negative. Ma provi a pensare quali possono essere le conseguenze negative di chi si occupa di bioetica e non ha la giusta competenza tecnica, ossia biomedica, di filosofia morale (e non di storia della filosofia morale) ed epistemologica».
Quale pensa essere il livello della discussione bioetica in Italia?
«Se come indicatore del livello della discussione italiana in ambito bioetico usiamo l'incidenza a livello internazionale di teorie o proposte di bioeticisti italiani, direi assolutamente sconfortante. Tutti lo sappiamo, ma facciamo finta di nulla».

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Bioetica