[NON SOLO BIOLOGIA
LA PAROLA AL FILOSOFO
Un rapporto complesso quello tra biologia e filosofia. Ne abbiamo parlato con
Giovanni Boniolo, docente di Filosofia della Scienza alla Facoltà di Lettere e
Filosofia dell'Università di Padova.
Professor Boniolo, di recente Watson ha dichiarato in un'intervista che la
stupidità è una tara genetica, una malattia. E che nel futuro, una volta
chiariti i meccanismi genetici alla base, sarà dovere della scienza intervenire
con una terapia genica.
«Si tratta di un'affermazione piuttosto avventata, come quella inerente la
cosiddetta scoperta del gene dell'omosessualità. E' innegabile che alcune
patologie mentali abbiano basi genetiche, ma la generalizzazione di Watson mi
sembra del tutto fallace. D'altronde affermazioni del genere si incontrano
spesso leggendo lavori non scientifici di biologi molecolari. Ricordo quando
Crick si è impegnato in altrettanto avventate speculazioni filosofeggianti
sulla natura della coscienza. Direi di dimenticare il Watson facile
generalizzatore o il Crick "filosofo della domenica" e ricordarsi
solo di ciò che fecero come biologi mezzo secolo fa. E questo per rispetto
della biologia molecolare, ma anche per rispetto dell'intelligenza umana».
Perché si tende a dare credito a questo tipo di dichiarazioni?
«E' una brutta abitudine piuttosto comune. C'è il vizio di riportare commenti
di personaggi autorevoli su argomenti che non rientrano nell'ambito delle
competenze per le quali sono autorevoli».
Lo stesso dicasi per la bioetica?
«Soprattutto. In fondo le affermazione dilettantesche di Watson e Crick non
hanno molte conseguenze negative. Ma provi a pensare quali possono essere le
conseguenze negative di chi si occupa di bioetica e non ha la giusta competenza
tecnica, ossia biomedica, di filosofia morale (e non di storia della filosofia
morale) ed epistemologica».
Quale pensa essere il livello della discussione bioetica in Italia?
«Se come indicatore del livello della discussione italiana in ambito bioetico
usiamo l'incidenza a livello internazionale di teorie o proposte di bioeticisti
italiani, direi assolutamente sconfortante. Tutti lo sappiamo, ma facciamo
finta di nulla».
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