RASSEGNA STAMPA

7 APRILE 2003
editoriale
[Salvatore Veca e il pensiero di John Rawls

Salvatore Veca, uno dei più autorevoli filosofi politici italiani, è stato protagonista nell'Aula Magna della Facoltà di Scienze politiche, di un affollatissimo incontro per la presentazione del volume «Libertà fondamentali in John Rawls», Giuffrè, Milano 2002, iniziativa del prof. Fabrizio Sciacca (cattedra di Filosofia politica dell'ateneo catanese) che è anche curatore del volume.
La diffusione di Rawls in Italia deve molto a Veca, così come a Sebastiano Maffettone. Veca ha analizzato il problema delle libertà fondamentali partendo da Rawls, il celebre filosofo di Harvard recentemente scomparso. Alla relazione sono seguiti gli interventi degli autori del volume: Persio Tincani (Università di Milano), Corrado Del Bò (Università di Pavia), Maria Paola Ferretti (University of Manchester), Enzo Maimone (Università di Messina), Fabrizio Sciacca (Università di Catania). Il dibattito (tra i partecipanti, studiosi e studenti) ha toccato temi di attualità: tra gli altri un argomento classico di Rawls, trattato soprattutto dopo «A Theory of Justice», nelle opere comprese tra «Political Liberalism» e «The Law of Peoples», quello delle libertà fondamentali dell'individuo come persona, cioè come essere eguale e razionale, ma in grado di percepire ragionevolmente il dato della reciprocità, a prescindere dalle «lotterie naturali e sociali» che pure fungono da elementi contingenti riguardo alle persone che noi siamo, ai valori in cui crediamo, alle concezioni del bene che abbiamo. Rawls è dell'idea che esista un nucleo minimo di libertà fondamentali che tutti, in quanto appartenenti a società politiche, dovrebbero condividere, perché su questo si gioca la possibilità della convivenza. È per questo che tale insieme di libertà, secondo Rawls, dovrebbe essere sempre sottratto alle deliberazioni della maggioranza di turno, trovando tutela giuridica più alta nella costituzione.
Il concetto di persona modellato da Rawls è quello della «persona liberale». L'invenzione di Rawls (di tipo «contrattualista», perché si fonda sull'accordo delle parti) è il consenso per intersezione: l'idea che le parti possono convergere su questioni di giustizia politica anche per ragioni decisive differenti, esprimenti cioè diverse concezioni del bene. Questa posizione rende conciliabile il momento contrattualista dell'adesione a principi di giustizia con il pluralismo dei valori. Gli argomenti trattati nel volume hanno portato il dibattito anche su questioni importanti e di viva attualità nello scenario politico mondiale: L'importanza del concetto di libertà, questioni identitarie e problemi di identificazione, problemi di giustizia internazionale e questioni di ingiustizia, il rapporto tra guerra difensiva e guerra offensiva.

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vedi anche
Filosofia (e) politica