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All'indomani del secondo conflitto mondiale lo scrittore Aldous Huxley
pubblicò un saggio sui rapporti tra potere economico, sviluppo tecnologico,
scienza e società. Il testo, di estrema attualità, viene ora riproposto, a
più di cinquant'anni dalla sua unica traduzione italiana, corredato da una
prefazione di Goffredo Fofi e dall'introduzione originale del filosofo
Enzo Paci. La pregevole iniziativa è anche arricchita, in appendice, da
un breve scritto del 1931, il Saggio sulla Grazia, che indaga i
motivi etici dell'agire umano e prefigura nei suoi contenuti un altro
importante testo dell'autore del Mondo Nuovo, la Filosofia perenne.
Le Edizioni Medusa offrono dunque, con Scienza, libertà e pace, un
interessante quanto opportuno esempio dei cimenti saggistici del romanziere
inglese, complemento indispensabile del suo côté narrativo, cui si dedicò
con sempre maggiore impegno col trascorrere degli anni.
Cruciali i temi trattati e cocente la loro rinnovata utilità dopo le
frettolose speranze suscitate dalla fine della guerra fredda. Se incubo
atomico e batteriologico sembravano fantasmi scongiurati, inalterati sono
però rimasti, lungo gli anni, i legami tra potere economico-finanziario e
ricerca scientifica, tra sviluppo tecnologico e realizzazione di strumenti
di controllo e distruzione sempre più sofisticati. Infranto il sogno
umanistico di un'evoluzione in senso etico di scienza e politica, torna
perciò in primo piano l'ammaestramento di Huxley, come di Thoreau, Jonas,
Pareyson, fino alle odierne insistenze dell'economista e filosofo Amartya
Sen circa la necessità di un direzionamento etico delle società
contemporanee.
Tanti sono infatti i riferimenti, dichiarati quanto sottesi e futuri, di
queste pagine. La tecnologia quale risultato della metafisica come
postulato da Hans Jonas, esito ultimo di quel sentimento di elezione che
porta l'uomo a credersi padrone del proprio ambiente e della natura
capovolgendo l'assunto originario della creazione. L'ideologia, che orienta
a prescindere dall'etica le capacità realizzative dell'uomo, quale
intossicazione delle idee secondo l'analisi di Luigi Pareyson. L'etica del
sentire come risposta al pessimismo dell'intelligenza di Henry Thoreau. E
ancora, per non ricordare che i più celebri, i riferimenti a Gandhi e
Tolstoj.
Proprio una citazione dello scrittore russo apre il saggio principale del
volume: «Se l'ordinamento di una società è cattivo (come il nostro lo è) e
un piccolo numero di persone ha il potere sopra la maggioranza e l'opprime,
ogni vittoria sulla Natura servirà inevitabilmente soltanto a rafforzare
quel potere e quell'oppressione.». Ciò non vale solo per i regimi
dittatoriali ma anche per le democrazie, sempre più inclini a strutturarsi
come oligarchie agglomerate intorno a specifici gruppi di interesse
economico-commerciale. In questo contesto Huxley individua, vichianamente,
il ripetersi di un andamento ciclico lungo il quale le masse cedono
dapprima a gruppi di potere parte della loro libertà in cambio di
sicurezza, salvo poi provare insofferenza e ribellarsi quando il bisogno di
libertà prende di nuovo il sopravvento.
L'alternarsi di queste due fasi fa sì che le stesse democrazie occidentali
divengano una sorta di moderne società feudali, governate da oligarchie cui
si delega la propria libertà in cambio di protezione. La variabile, lungo
questo percorso circolare, è la crescente capacità di controllo, e di
asservimento ai propri interessi, del gruppo dominante, una capacità
direttamente proporzionale al perfezionarsi degli strumenti che scienza e
tecnologia mettono a sua disposizione.
Dalla ricerca farmacologica all'informazione, dalle spese militari ai
crescenti, sciagurati, interventi sulla natura non c'è paese che non debba
confrontarsi con le riflessioni contenute in questo saggio. Come rompere il
cerchio? Giustamente notava Enzo Paci che, se nulla si può obiettare circa
la critica huxleiana ad un concetto messianico - quindi tecnicizzato - di
progresso, la risposta a tali problemi non può risiedere unicamente nel
coltivare una dimensione mistica di eternità dei valori, tantomeno dare
luogo ad un nuovo luddismo. La costruzione di un ponte tra le due realtà,
spirituale ed empirica, può e deve invece concretarsi in una
riconsiderazione del patto sociale che conduca antinomie e lotte nell'alveo
di una legge più «umanistica».
Aldous Huxley, Scienza, libertà e
pace, Edizioni Medusa, pp. 105, € 12
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