RASSEGNA STAMPA

4 MARZO 2003
GIUSEPPE MARCHETTI
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«L'ordine del cuore», di Roberta De Monticelli

Invito a pensare

La filosofia, un vaccino contro il conformismo

 

Roberta De Monticelli che due anni or sono ci aveva dato, in Dal vivo (Rizzoli editore) un appassionato ritratto-racconto della meditazione esistenziale che salva l'uomo dall'appiattimento e dalla brutalità della materialità quotidiana, pubblica ora da Garzanti un libro quanto mai ricco d'incredibili sollecitazioni etiche, filosofiche e letterarie, intitolandolo L'ordine del cuore. La De Monticelli, che è docente di Filosofia moderna e contemporanea all'Università di Ginevra e presso la nuova facoltà di Filosofia dell'Università Vita Salute San Raffaele di Milano, è anche figlia di Roberto De Monticelli, studioso e critico teatrale del «Corriere della sera», che nel 1986 ci diede il suo primo e purtroppo unico romanzo, L'educazione teatrale (Garzanti editore), uno dei libri più alti e meditati di quegli anni ed «eccezionale» _ come scrisse Giovanni Macchia _ per «l'impiego prodigioso di immagini, di figure e accensioni verbali e illuminazioni».

Anche Roberta gode di questa impalpabile virtù di pensiero e di scrittura, ma l'ha spostata di più sul piano etico e riflessivo dimostrando così nei propri libri una vocazione filosofica che nell'Ordine del cuore giunge davvero tra le fibre della teoria del sentire, come lei dice, in quella parte cioè della nostra identità dove gli affetti e i pensieri si collegano sotterraneamente alla conoscenza totale della persona e della società entro la quale essa vive e opera. Se in Dal vivo, la poesia intrideva le lettere al figlio e faceva scoprire al lettore ora l'immensa vanità del tutto, ora invece il segno di una possibile e luminosa speranza tra apparenza e realtà, nell'Ordine del cuore è la percezione che domina il racconto tutto raccolto nella «sfera affettiva che è precisamente la sfera di esperienza di quella che possiamo chiamare la profondità o anche l'interiorità della propria persona».

Roberta De Monticelli ha consegnato dunque all'etica e alla teoria quel poco di luce che ancora lasciamo calare sopra la nostra esperienza morale così tormentata dagli strazi del destino e dalle contraddizioni che noi stessi ci infliggiamo. Sotto un certo punto di vista, L'ordine del cuore è un libro severo, rigoroso e carico di sollecitazioni inquietanti, è un libro di dottrina e di dottrine che dall'evidenza risale ai principi generali, e che da essi rifluisce poi sui modi e i tempi con cui cerchiamo di chiarire a noi stessi la nostra terminologia e i nostri concetti.

Roberta De Monticelli ci invita a pensare, dunque. In una società civile che rifiuta in buona parte la sostanza del pensiero, che si affida alle classifiche, che abbocca a tutte le statistiche (anche a quelle più palesemente idiote), che naviga alla ricerca del nulla perché questa sensazione ci sia di conforto e di condivisione della generale imbecillità, le sue pagine appaiono con lo spessore e l'orgoglio di un fatto incontestabile e sovrano: spessore e orgoglio che l'autrice non vuole imporre, ma semmai offrire lucidamente alla pubblica considerazione «nel flusso del caos» e con «uno sguardo sul cammino da fare». Il non capire diventa quindi quasi sempre un non pensare, ma l'atto più alto e divino del lavoro umano _ il pensare, appunto _ è strettamente collegato al sentire, alla passione persino, e a quell'ordine del cuore cui fa esplicito riferimento il titolo dell'opera. Ecco perché questo libro è così affascinante anche nei momenti nei quali la difficoltà estrema del movimento filosofico _ cioè l'estensione e la profondità del sentire _ si abbinano ai mille «conflitti di volontà» delle nostre quotidiane esperienze.

 

 

 

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