[SUA LA TEORIA DEI «FOCUS GROUP»
Addio a Merton,
in tutto il mondo
«Mr. Sociology»
Robert Merton, uno dei sociologi più influenti del ventesimo secolo e il
padre di concetti entrati nell'uso comune della politica e del marketing come i
«focus group», è morto a 92 anni a New York. Il suo
ultimo libro, pubblicato in anteprima mondiale due anni fa in Italia si
intitola Viaggi e Avventure della Serendipity ed era considerato una specie di
araba fenice nel mondo degli studiosi perchè tutti sapevano dell'esistenza del
manoscritto ma nessuno l'aveva mai visto: racconta, partendo da una parola coniata
da Horace Walpole, le avventure spesso nascoste della saggezza accidentale, il
ritrovarsi tra le mani qualcosa che non s'era mai cercato, ma che è comunque
importante per il solo fatto di essere giunto inatteso.
Nato in un ghetto di Filadelfia in una povera famiglia emigrata dall'Europa
dell'Est, Merton si chiamava in realtà Meyer Schkolnick. «I miei colleghi
sociologhi avranno notato come lo slum di South Filadelfia aveva ogni tipo di
capitale per un giovanotto: capitale sociale, capitale culturale, capitale
umano e soprattutto capitale pubblico. Ogni tipo di capitale tranne quello
finanziario», aveva proclamato in una conferenza del 1994 all'American Council
of Learned Societies.
In una vita di studioso passata soprattutto alla Columbia University, Merton
era considerato un funzionalista orientato a elaborare teorie di medio raggio,
e cioè proposizioni teoriche che hanno un campo di applicazione circonstanziato
e verificabile empiricamente a partire da ipotesi specifiche. Ma i suoi
interessi erano a tutto raggio: dai meccanismi dei mass media, all'anatomia del
razzismo, alle prospettive sociali della storia degli insider rispetto a quella
degli outsiders. I suoi studi su una comunità integrata ebbero un ruolo nella
desegregazione razziale delle scuole.
Altrettanto vaste le applicazioni delle interviste mirate per sollecitare
reazioni di gruppi a testi, programmi radiofonici e film: ne nacquero i focus
groups ritenuti oggi indipensabili nel mondo della politica e del marketing e
Merton una volta ci scherzò sopra: «Avrei dovuto chiedere i diritti d'autore».
Uno dei libri più noti di un uomo che fu a buon diritto soprannomninato «Mr.
Sociology», Sulle Spalle dei Giganti ispirato a un aforisma di Isaac Newton, va
ben oltre i confini della sociologia e rivela tutta l'ampiezza della prodigiosa
ricerca del professore di Columbia. Altrettanto fa Viaggi e Avventure della
Serendipity pubblicato l'anno scorso dal Mulino in prima mondiale: Merton ci
aveva lavorato per mezzo secolo, ma l'aveva tenuto fino ad allora nel cassetto
resistendo a tutte le insistenze per darlo alle stampe.
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