![]() RASSEGNA STAMPA | ![]() 8 FEBBRAIO 2003 |
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Con
la scomparsa delle esistenze autonome nell'economia svanisce anche il soggetto
come unità sintetica. E' diventato insensato progettare l'autoconservazione
a lungo termine o anche per gli eredi
dopo di noi. Sotto il monopolio
l'individuo ha sempre solo chances sul breve periodo. Insieme alla proprietà
stabile come possibile scopo acquisitivo si dilegua la connessione delle
esperienze individuali. L'Io si è
costituito nella cura per la proprietà in quanto la si può praticare sotto
rapporti in qualche modo costanti, nel quadro di una concorrenza regolata e di
un diritto universale. Né gli schiavi,
né i poveri hanno individualità. «La premessa del mio agire nel mondo sensibile
dal quale questo stesso proviene e il quale presuppone, non può essere che una
parte del mondo sensibile, se io vivo tra molte essenze libere. Questa si chiama ... la mia proprietà». Il concetto di Io è legato alla volontà che
per la persona ci sia «una situazione futura e che essa consegua da quella
presente, secondo regole conosciute e di cui la persona tiene conto nella sua
attività». Proprietà e permanenza della
società borghese mediano l'idea del proprio passato e del proprio futuro. Oggi si costituisce l'amministrazione
pianificante e si dissolve la costituzione dell'Io. Risultato della centralizzazione economica è un piccolo gruppo di
magnati industriali. A dispetto e a
causa dell'ingente capitale di cui devono disporre, essi possono così poco
dominarsi come i loro dipendenti. Questi sono divisi in sezioni, gruppi,
associazioni. Nelle associazioni
l'individuo è solo un elemento e non ha in sé alcun significato. Se vuole
preservarsi deve tenere le mani in pasta dappertutto, collaborare con ogni
gruppo, essere capace di tutto. Egli
appartiene sempre a un gruppo nella fabbrica, nel cantiere e in agricoltura,
nello sport, nell'esercito. In ognuna
di queste situazioni deve difendere immediatamente la sua esistenza fisica,
deve rivendicare il suo posto nel lavoro, nel mangiare, nel dormire, dare e
ricevere colpi e gomitate, subire la più rude disciplina. Al posto della lungimirante responsabilità
borghese per sé e i propri cari nelle generazioni, si afferma la capacità di
adattarsi a compiti meccanici di ogni sorta.
L'individuo si contrae. Egli è
costantemente attento e pronto, sempre e dappertutto con la stessa vigilanza e
disponibilità ovunque è orientato verso ciò che è pratico, presta orecchio al
discorso solo in quanto informazione, orientamento, ordine, è senza sogni e
senza storia.
La
dissoluzione semantica del linguaggio in un sistema di segni come lo descrive
la logistica va oltre il campo della logica.
Essa tira le somme di uni situazione che espropria il linguaggio e lo
trasferisce al monopolio. Gli uomini
devono ripetere i linguaggi della radio, dei cinema, dei giornali per essere
ovunque sopportabili..
Max Horkheimer, «Ragione e
autoconservazione», 1942. In «Filosofia e teoria critica» (Einaudi)