RASSEGNA STAMPA

19 GENNAIO 2003
MICHELE DI FRANCESCO
[Siamo le nostre sinapsi

Dopo una serie d'interessanti, ma spesso frustrati, tentativi di fornite un'analisi neurobiologica della coscienza, negli ultimi tempi molti studiosi hanno cominciato a occuparsi di un altro dei grandi misteri del rapporto tra mente e cervello, quello dell'individualità.  Si tratta del problema della nascita dell'io, del modo in cui dalla multiforme attività cerebrale emerge un individuo unico e irripetibile.  Una questione posta in termini scientifici, ma che affronta la più classica delle domande filosofiche. «In virtù di cosa, io sono "io"?», «che cosa sono io?».  La risposta che Joseph LeDoux, eminente scienziato e fortunato autore de Il cervello emotivo, propone ora in il Sé sinaptico è diretta e univoca: «Tu sei le tue sinapsi», ovvero, «il tuo Sé, l'essenza di quello

che tu sei, rispecchia i pattern di interconnettivilà tra i neuroni nel tuo cervello».

Del resto, se accettiamo l'idea che l'io sia il prodotto dell'attività cerebrale, questa risposta potrebbe apparire ovvia: «Il Sé è sinaptico. Cos'altro potrebbe essere?».  Un numero crescente di risultati sperimentali suggerisce che i processi di sviluppo e organizzazione cerebrale, così come i fenomeni dell'apprendimento e della memoria, sono governati da meccanismi sinaptici.  Sono le connessioni instaurate tra i neuroni del nostro cervello che ci rendono quello che siamo; quindi, se vogliamo una teoria di come «l'essenza di ciò che siamo è codificata nei nostri cervelli» dobbiamo spiegare come il Sé si connetta con gli apparati e le sinapsi del cervello.

Per farlo LeDoux, coniugando con risultati eccellenti chiarezza e rigore, si lancia in un'affascinante cavalcata nei più innovativi terreni della ricerca neurobiologica, partendo dalla genesi dell'organizzazione cerebrale per giungere a enunciare una serie di audaci ipotesi sul modo in cui la connessione sinaptica spiegherebbe i rapporti tra pensiero, emozione e motivazione.

La gratitudine che proviamo per questo saggio di bravura non può tuttavia impedirci di notare un'ambiguità nella tesi di fondo dell'identità tra Sé e connessioni sinaptiche.  LeDoux definisce il Sé come «la totalità di ciò che un organismo è fisicamente, biologicamente, psicologicamente, socialmente e culturalmente» (si veda a pag. 44).  Egli sa quindi che il Sé è anche psicologico, sociale, morale, estetico, spirituale (si veda a pag. 4): ma ritiene che l'indagine neurale sia il modo corretta por spiegare come questi Sé particolari "si realizzano".  Tuttavia, come la (troppo trascurata) filosofia della mente degli ultimi quarant'anni ci ha insegnato, il rapporto tra "realizzazione" e "identità" è sottile e complesso.

Potremmo esprimere il problema nei termini di un dilemma.  Se il Sé esprime la mia individualità biologica, e questa "esclude" la mia natura di soggetto di esperienza e di azione, allora forse posso parlare di l'identità" tra me stesso e le mie sinapsi, ma non rispondo alla domanda cruciale su che cosa io sia.  Se viceversa il concetto di Sé si , espande (come dovrebbe) fino a implicare la dimensione psicologica, sociale, culturale eccetera, allora esso sembra fare riferimento ad aspetti della mia natura che vanno oltre le potenzialità del Sé sinaptico.  Tale Sé offre un "fondamento", una realizzazione materiale, al mio "io", ma molto lavoro resta da fare per individuare la relazione "ontologica" tra "io" personale e Sé biologico. La strada per rispondere alla domanda «che cosa mi rende quello che sono?» si biforca in numerosi sentieri.  Quello esplorato da LeDoux è indubbiamente uno dei più affascinanti.  Ma non è l'unico.  Ed è presto per dire che cosa ci attende al termine del cammino.

 

Joseph LeDoux, «Il Sé sinaptico.  Come li nostro cervello ci fa diventare quello che siamo», Cortina Editore, Milano 2002, pagg. 556, € 33,50.

 

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Scienze Cognitive