RASSEGNA STAMPA

18 GENNAIO 2003
MARGHERITA DE BAC
[I saggi convocati dopo il caso di Eva. Cinque esperti firmano un documento alternativo che «condanna solo la tecnica

Comitato di bioetica: no alla clonazione umana, ma con riserva

Replica al pg Favara: «Niente castrazione chimica per i pedofili»

ROMA - No del Comitato nazionale di bioetica alla clonazione riproduttiva umana. Un dibattito sereno e intenso tra le 56 voci laiche e cattoliche (ma si contavano assenti giustificati) che compongono il gruppo presieduto da Francesco D’Agostino. La seduta era stata convocata d’urgenza anche dietro richiesta del ministro della Salute, Sirchia, sulla scia degli episodi di presunto clonaggio annunciati dalla setta dei raeliani e dalla loro società scientifica, la Clonaid. Il 27 dicembre sarebbe nata una bimba, Eva. Il 3 gennaio in Olanda, il bis, figlia di lesbiche. Ma finora sulle due nascite, nessuno straccio di prova. Forse solo un bluff pubblicitario. Sirchia ha sollecitato una presa di posizione ufficiale dei bioetici. Ieri l’esame di una bozza, rielaborata in diversi punti dove, tra l’altro, si ricordano i precedenti documenti del Comitato che aveva già «unanimemente auspicato la proibizione della clonazione riproduttiva».
La nuova condanna è stata sì unanime, ma non così netta e definitiva come Sirchia avrebbe voluto. Un gruppo di 5 esperti, Carlo Flamigni, Cinzia Caporale, Demetrio Neri, Alberto Piazza e Luisella Battaglia, ha sottoscritto un’argomentazione diversa: «Oggi condanno la clonazione dell’uomo - spiega Flamigni, trattenuto a Bologna dalle lezioni universitarie, il voto espresso per telefono -. Ma se domani la tecnica si mostrerà sicura non faccio eccezioni morali. D’Agostino rivendica il diritto dell’identità genetica. Io rispondo che noi non siamo il nostro genoma ma quello che diventeremo con l’influenza dell’ambiente. Cervello e personalità non si clonano. Condanno la tecnica in quanto rischiosa per le malformazioni che può creare. Il resto è opinabile». La bioeticista dell’università di Siena, Cinzia Caporale, malgrado le divergenze «è soddisfatta per il clima di collaborazione, non fondamentalista, e per i toni razionali che hanno caratterizzato il dibattito».
Non è stata quindi accettata da tutti l’affermazione secondo cui la clonazione è «condannabile perché gravemente lesiva dell’etica». I «saggi» si sono mostrati però uniti quando hanno auspicato «che si intervenga a livello nazionale e internazionale per sanzionare in forma ferma e inequivocabile qualsiasi pratica di clonazione umana». «Esortiamo il governo a depositare la ratifica della convenzione europea di bioetica che proibisce queste tecniche», aggiunge D’Agostino. Non si è parlato di clonazione terapeutica, finalizzata cioè alla produzione di cellule staminali embrionali.
Il Comitato ha affrontato altri argomenti di attualità. No ai trattamenti sanitari obbligatori sui pedofili e la castrazione chimica, una risposta alle affermazioni pronunciate in occasione dell’apertura dell’anno giudiziario dal procuratore generale presso la Cassazione, Francesco Favara. Poi sullo stato carcerario: «La tutela della salute dei reclusi è un preciso dovere morale e giuridico dello Stato e la condanna al carcere non deve significare una compromissione di questa tutela». Infine il caso di una donna sieropositiva che vorrebbe essere fecondata artificialmente: il Comitato è contrario.
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