[LA DOPPIA FACCIA
SULLA CLONAZIONE
L'annuncio di una bambina concepita con la tecnica della clonazione ed ora
nata, è stato ampiamente commentato ed il fatto, se è realmente accaduto, è
stato giudicato quasi ovunque eticamente riprovevole, anzi un «crimine», come
ha dichiarato il ministro della sanità Sirchia. In diversi, come il presi-
dente americano Bush ed anche il capo dello stato francese Chirac, hanno
nuovamente richiesto un divieto universale della clonazione umana riproduttiva.
Al riguardo bisogna ricordare che nella tecnica della clonazione, per
l'occorrenza di nuovo spiegata, si può distinguere fra la clonazione
terapeutica e quella riproduttiva. È riproduttiva quando si procede fino alla
nascita del nuovo essere umano, mentre è soltanto terapeutica, quando questi
embrioni umani, che poi periscono, vengono utilizzati per la ricerca
scientifica, soprattutto per ottenere le cosiddette cellule staminali con le
quali sono collegate tante speranze terapeutiche. Qual è la regolamentazione
internazionale per queste tecniche della clonazione? A livello nazionale esiste
un divieto a suo tempo emanato dal ministro della sanità Rosy Bindi e
successivamente sempre prorogato, mentre il disegno di legge approvato lo
scorso giugno dalla Camera non è ancora arrivato alla discussione pubblica nel
Senato. Il testo vieta ogni «intervento di clonazione mediante trasferimento di
nucleo o di scissione precoce dell'embrione o di ectogenesi sia a fini
procreativi sia di ricerca», anzi recita: «Chiunque realizza un processo volto
ad ottenere un essere umano discendente da un'unica cellula di partenza,
eventualmente identico, quanto al patrimonio genetico nucleare, ad un altro
essere umano in vita o morto, è punito con la reclusione da dieci a venti anni
e con la multa da 600.000 a un milione di euro. Il medico è punito, altresì,
con l'interdizione perpetua dall'esercizio della professione». Ma siamo ancora
allo stadio di un progetto di legge, e sembra che l'approvazione definitiva sia
abbastanza lontana.
A livello internazionale esiste la dichiarazione universale sul genoma umano e
sui diritti umani dell'Unesco, che dice: «Pratiche che sono in contrasto con la
dignità dell'uomo quali la clonazione riproduttiva non sono ammesse». Ma tale
affermazione non è vincolante, è soltanto un appello agli Stati ed organismi
internazionali ad emanare delle disposizioni legislative in tal senso. Al
livello europeo esiste ad opera del Consiglio d'Europa la cosiddetta
convenzione di Oviedo sui diritti umani e la biomedicina, che è vincolante per
gli stati firmatari e che è stata corredata da un protocollo aggiuntivo
approvato dall'Assemblea parlamentale del medesimo Consiglio dove si vieta ogni
intervento di clonazione riproduttiva, ma non si esclude la possibilità della
clonazione terapeutica, per non interferire con la legislazione di Stati come
la Gran Bretagna dove la clonazione terapeutica è espressamente permessa.
Soltanto il Parlamento Europeo aveva votato la seguente raccomandazione che
però non è vincolante: «Il Parlamento europeo... considerando le apprensioni
suscitate dall'annuncio di uno scienziato americano in merito alla sua
intenzione di procedere alla clonazione di esseri umani, considerando che la
clonazione di un essere umano si definisce come la creazione di embrioni umani
con lo stesso patrimonio genetico di un altro essere umano vivente o morto in
qualsiasi stadio del suo sviluppo a partire dalla fecondazione, senza
distinzione possibile per quanto riguarda il metodo seguito; considerando che
la clonazione di esseri umani, sia pure in via sperimentale nel contesto di
trattamenti di fertilità, diagnosi di pre-impianto, per il trapianto di tessuti
o per qualsiasi altro scopo, è antietica, moralmente ripugnante, contraria al
rispetto della persona e costituisce una grave violazione dei diritti umani
fondamentali, chiede alla comunità scientifica internazionale di imporsi il
divieto, nella ricerca sul genoma umano, di clonare essere umani... invita
tutti gli Stati membri ad introdurre normative vincolanti che proibiscano
qualsiasi ricerca sulla clonazione umana nel loro territorio e prevedano
sanzioni penali per ogni violazione».
Si tratta quindi della richiesta di un divieto totale di ogni forma di clonazione,
sia di quella terapeutica che di quella riproduttiva, richiesta che è stata di
nuovo approvata il 21 novembre scorso in seguito al fallimento di una
approvazione simile in seno alle Nazioni Unite. Infatti, ai primi di novembre
di questo anno all'assemblea plenaria dell'Onu 29 nazioni, fra le quali gli
Stati Uniti, l'Italia e la Spagna, avevano cercato di ottenere un divieto
totale di ogni clonazione. Ma sono state proprio la Francia e la Germania che,
per tutelare i propri interessi di ricerca, hanno voluto far approvare soltanto
un divieto parziale, cioè quello della clonazione riproduttiva e non invece
della clonazione terapeutica. Siccome non si è arrivati a un accordo, nella
rispettiva commissione tutto è stato differito alla prossima sessione dell'Onu,
cioè al 2003.
Ora, invece, tutto potrebbe avvenire troppo tardi, perché ci si potrebbe
trovare di fronte al fatto compiuto. Per questo non convince il richiamo del
presidente francese che vorrebbe arrivare il più presto possibile al divieto
assoluto almeno della clonazione riproduttiva. Perché chi da una parte permette
che si facciano degli esperimenti con la tecnica della clonazione stessa, anche
se solo a scopo terapeutico, difficilmente riuscirà ad impedire che qualcuno in
qualche parte della terra, con una tecnica oramai collaudata, voglia arrivare
fino in fondo, cioè fino allo nascita di bambini così concepiti. |